Trend superiore alle attese per la PE21

Aeffe: ricavi in calo del 23% nei nove mesi, ma migliora il business del terzo trimestre

Aeffe chiude i primi nove mesi del 2020 con ricavi per 206,75 milioni di euro, in flessione del 23,2% rispetto ai 269,04 milioni del 2019. Ma nel terzo trimestre dell’anno il gruppo a cui fanno capo tra gli altri Moschino (foto), Alberta Ferretti e Philosophy di Lorenzo Serafini, si è registrato un buon recupero del fatturato.

 

Il merito di questa rimonta è delle spedizioni delle collezioni della stagione A/I 2020 che avevano subito uno slittamento oltre il termine del primo semestre a causa delle misure legate al lockdown e che  hanno mostrato una significativa resilienza presso i clienti del gruppo.

 

L'obiettivo di Aeffe di mantenere sulle collezioni di questa stagione una percentuale complessiva di resi e sconti inferiore al 10% rispetto al dato degli ordini originariamente conseguito, è infatti stato raggiunto.

 

Sempre sul fronte delle vendite la divisione calzature e pelletteria ha subito una contrazione del 15,4% a cambi sia correnti sia costanti, inferiore a quella registrata dalla divisione prêt-à-porter in decremento del 24,4%.

 

«In un mercato caratterizzato da una contrazione generalizzata dei consumi e da un atteggiamento prudenziale - ha commenta Massimo Ferretti, presidente di Aeffe -, valutiamo positivamente il trend in miglioramento del business nel terzo trimestre dell’anno, che, unitamente ai benefici delle azioni intraprese a sostegno della solidità economica e finanziaria del Gruppo, si riflette nei risultati dei primi nove mesi».

 

«Grazie alla reputation dei nostri brand - ha proseguito - e al concreto piano di investimenti intrapresi nelle aree del marketing digitale con lo sviluppo di un “virtual showroom” e del potenziamento dell’e-commerce, la raccolta ordini delle collezioni della prossima Primavera/Estate 2021 ha registrato un trend superiore alle aspettative, seppure in territorio negativo. Sicuramente il contesto permane incerto e sfidante ma confidiamo che la strategia adottata possa contribuire a creare solide basi con un orizzonte di medio-lungo termine».

 

Il margine operativo lordo adjusted si è ridotto a 12,2 milioni di euro, al netto di una svalutazione straordinaria delle rimanenze di materie prime per 4 milioni di euro operata a causa della pandemia da Covid-19. Nei primi nove mesi del 2019, il margine operativo lordo era di 46,09 milioni.

 

A fine settembre 2020 l’indebitamento netto era salito a 148,7 milioni, rispetto ai 135,21 milioni di euro di inizio anno, in seguito principalmente alla crescita del capitale circolante.

an.bi.
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