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Canada Goose cresce a doppia cifra (+27,2%) ma non convince Wall Street

Anche nel terzo trimestre Canada Goose continua a macinare ricavi, arrivando a quota 265,8 milioni di dollari canadesi (pari a circa 172 milioni di euro), con una crescita del 27,2%. Il marchio dei parka arruola anche un executive proveniente da Jimmy Choo, ma alla Borsa non basta e il titolo va giù.

 

Valori positivi sono stati registrati anche per l'utile netto, che da 39 milioni di dollari canadesi si è portato a 62,9 milioni, e per il margine lordo, che da 57,5% dell'analogo periodo di un anno fa è salito al 63,6%.

 

Un trend positivo suffragato dall'annuncio, da parte del ceo Dani Reiss, dell'entrata nelle fila dell'azienda di Jonathan Sinclair, attuale cfo ed executive vice president di Jimmy Choo, che assumerà l'incarico come cfo di Canada Goose a metà anno.

 

Eppure, nonostante l'exploit del terzo quarter e il nuovo manager in arrivo, la Borsa storce il naso, con il titolo che ieri (8 febbraio), dopo la comunicazione dei dati ha fatto un tonfo, chiudendo a -16,6%.

 

Stando agli analisti, i risultati avrebbero disatteso le elevate aspettative degli investitori: «Le vendite non sono state così forti come molti avevano sperato», è il commento riportato da wwd.com di Ike Boruchow di Wells Fargo, il quale sottolinea come si fossero ipotizzate entrate nell'ordine di 300 milioni di dollari.

 

Nonostante i risultati siano stati accolti in maniera tiepida dagli analisti, Reiss ha rimarcato le buone performance di Canada Goose in tutti i mercati e in tutti i canali, grazie anche alla diversificazione produttiva, con l'introduzione di una linea più leggera e l'abbigliamento per bambini, e della continua espansione.

 

Attualmente il brand opera online in 87 Paesi, vanta sette negozi e ha posto le basi per espandersi in Cina.

 

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