trimestrali

Kering cresce del 27,1%: Gucci stellare, bene Balenciaga, rallenta Bottega Veneta

Non si arresta la crescita di Kering e del suo brand ammiraglio Gucci. Il colosso francese ha archiviato il trimestre con ricavi pari a 3,1 miliardi di euro (+27,1% in base ai valori attuali e +36,5% a struttura e cambi comparabili). Gucci è salito da 1,35 a 1,86 miliardi (+37,9% a valori attuali e +48,7% a struttura e cambi comparabili).

 

Yves Saint Laurent marcia sempre a passo spedito (+12% a valori attuali e +19,6% a struttura e cambi comparabili, per un totale di 408,2 milioni di euro), ma meno dell'analogo quarter del 2017, quando aveva fatto un balzo del 31,6% a struttura e cambi comparabili.

 

Balenciaga viene inserito nella voce "other houses", che totalizza 463,3 milioni di euro (dai precedenti 353,7 milioni), salendo del 31% a valori attuali e del 37,9% a struttura e cambi comparabili.

 

Un comunicato sottolinea come il brand sotto la direzione creativa di Demna Gvasalia sia stato trainante per l'exploit a doppia cifra sostenuta delle "other houses", mentre per quanto riguarda Alexander McQueen si parla di «trend solido», così come per le divisioni Gioielli e Orologi.

 

Un solo segno meno nel bilancio di Kering: riguarda Bottega Veneta, che a valori attuali incassa un -6,8%, mentre a struttura e cambi comparabili segna un rialzo dello 0,7%, contro il +2,3% del trimestre di un anno fa: il suo giro d'affari scende da 280,4 a 261,2 milioni di euro.

 

«I dati confermano la fase molto positiva che stiamo attraversando - ha commentato François-Henri Pinault, chairman e ceo di Kering -. Scegliendo senza esitazioni il segmento del lusso, il gruppo ha cavalcato l'onda del mercato con Gucci, Saint Laurent e Balenciaga come marchi trainanti e, in generale, è protagonista di una forte crescita».

 

Nonostante le insidie legate, per esempio, al contesto valutario, Pinault si dice «fiducioso nella capacità delle nostre griffe di continuare a fare meglio della concorrenza, puntando sempre più sull'innovazione e l'audacia creativa».

 

Da notare che, a livello distributivo, gli store diretti del gruppo hanno segnato un incremento del 39,9%  su base comparabile, avanzando a doppia cifra in tutte le aree e in particolare in Nord America, con un balzo del 54,3% sempre su base comparabile, e in Asia Pacifico (+42,2%).

 

Il canale wholesale ha regalato a Pinault un +30,5% e l'e-commerce ha addirittura più che duplicato le vendite.

 

Analizzando nel dettaglio le performance dei singoli brand, non si può che partire da Gucci, che nei negozi diretti ha visto il fatturato schizzare del 50,4% su base comparabile. Tutti i mercati hanno apprezzato le creazioni disegnate da Alessandro Michele: dal Nord America (+64,4%) all'Asia Pacifico (+49,4%) è stato un plebiscito, per non parlare dell'online, che ha visto un aumento a tripla cifra. Anche il wholesale è andato oltre le aspettative, con un +43,6%.

 

Passando a Yves Saint Laurent, la nota di Kering sottolinea come, accanto alle collezioni permanenti, le nuove linee abbiano ottenuto ottimi riscontri. I ricavi nelle boutique dirette sono progrediti del 15,5%, grazie agli impulsi positivi in Nord America (+27%), Asia Pacifico (+23,6%) e Giappone (+22,9%). L'Europa Occidentale ha trainato il wholesale (+32,3%).

 

Bottega Veneta - che ha registrato una flessione del 6,8% del fatturato a valori attuali, ma con un +0,7% a cambi comparabili - «sta ottimizzando lo store network e rafforzando la visibilità attraverso una strategia focalizzata soprattutto sui digital media». Nei directly operated store le vendite sono aumentate dell'1,7%, con picchi in Nord America (+10,6%), Asia Pacifico (+5,8%) e Giappone (+6,1%). In lieve rallentamento il wholesale.

 

Per finire, le "other houses", sono in crescita sostenuta (+31% a valori attuali, sfiorando il +38% su base comparabile) in tutte le regioni. La performance di Balenciaga viene definita eccellente, grazie sia al ready-to-wear che alle scarpe, per le quali è indicato un «incremento stellare». Molto positivo Alexander McQueen, soprattutto nel canale diretto.

 

Boucheron, Pomellato e Qeelin hanno performato «molto bene» e ricevuto consensi per le nuove collezioni, l'estensione delle linee iconiche, gli investimenti in comunicazione e nella rete di punto vendita. Buono il bilancio degli orologi (nella foto, Gucci per l'autunno-inverno 2018/2019).

 

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