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Luxottica cresce (+3,8%): «Più high-tech e servizio. In arrivo oltre 1.000 negozi»

Nel primo trimestre i ricavi a cambi costanti di Luxottica sono passati da 2,21 a 2,26 miliardi di euro (+3,8%), con il wholesale a quota 935 milioni (+2,1%) e il retail pari a 1,3 miliardi (+5%). Nominato dal cda Francesco Milleri come vicepresidente e confermato Massimo Vian come a.d. prodotto e operation. Stimato per fine anno un incremento delle vendite fra il 5% e il 6%.

 

Come hanno sottolineato Leonardo Del Vecchio, presidente esecutivo, e Massimo Vian, la performance del quarter assume un significato ancora più forte, considerato il fatto che nello stesso periodo 2015 le vendite di entrambe le divisioni, wholesale e retail, avevano registrato un rialzo record.

 

Del Vecchio e Vian parlano di risultati «allineati alle nostre aspettative» ed esprimono soddisfazione per performance realizzate «in un contesto macro-economico sempre più volatile e incerto e in una fase di profonda trasformazione, con iniziative da parte del gruppo quali l'omogeneizzazione dei prezzi in aree geografiche importanti, l'implementazione di rigorose politiche commerciali con piattaforme online e la pulizia degli inventari di alcuni nostri clienti, che comportano alcuni sacrifici iniziali».

 

Sono attualmente allo studio una radicale semplificazione delle strutture societarie in tutto il mondo e un'evoluzione del modello di marketing, «al fine di porre enfasi sulla comunicazione digitale».

 

Alla voce distribuzione, «si prevede un coordinamento a livello globale che faciliterà l'ambizioso piano di aperture, più di 1.000 punti vendita nei prossimi 24 mesi, con un inedito modello di negozio, progettato per massimizzare la produttività del nostro network».

 

Tra i mercati prioritari il Nord America e l'Europa: gli States, dove viene realizzato il 58% del turnover, hanno messo a segno nel trimestre un +1,3% rispetto a un quarter 2015 già molto positivo, archiviato con un +6,7%. Nel nostro continente, che incide sul business nell'ordine del 19%, l'avanzata è stata del 4,2%.

 

Balzo in avanti del 13,1% in America Latina, mentre arretra del 2,1% l'Asia Pacifico, anche se con andamenti diversi da Paese a Paese: bene la Cina e il Giappone, male Hong Kong e Macau. In Corea la diversa tempistica delle spedizioni per l'implementazione di SAP nella prima parte del 2015 ha penalizzato la trimestrale. Da non sottovalutare l'Australia, con un +4,2%.

 

In azienda è stata avviata all'interno dei principali centri distributivi la realizzazione di tre macro-laboratori per la produzione di lenti oftalmiche high-tech, dotati di sofisticati sistemi di automazione, in modo da ottimizzare il servizio.

 

Del Vecchio e Vian definiscono il 2016 «un anno di profondo cambiamento», che dovrebbe concludersi, come si legge sulla stampa, all'insegna di un'ulteriore crescita del giro d'affari, compresa fra il 5% e il 6%. «Ma non cambiano i pilastri della nostra strategia - chiariscono -. Qualità del prodotto, marchi forti, fabbriche efficienti, distribuzione già capillare e tuttavia in continua espansione, un eccellente livello di servizio».

 

In futuro il gruppo dell'eyewear comunicherà i risultati economico-finanziari su base semestrale, eliminando il resoconto di gestione relativo al primo e al terzo trimestre dell'esercizio (nella foto, il monumento all'occhiale ad Agordo, simbolo di Luxottica).

 

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