trimestrali

Pvh vola oltre le attese degli analisti

Nel primo trimestre, chiuso il 6 maggio, il gruppo americano Pvh ha realizzato vendite per 2,31 miliardi di dollari (+16,4%), oltre le stime degli analisti che avevano previsto 2,28 miliardi. Balzo del 154% per l'utile netto, che si è portato da oltre 70 a 179 milioni di dollari, ossia 2,29 dollari per azione, dai precedenti 89 centesimi.

 

Tra i marchi in portafoglio i best performer sono stati Calvin Klein (con ricavi di 890 milioni di dollari, aumentati del 18%) e Tommy Hilfiger, che ha messo a segno un +21%, totalizzando 1 miliardo di dollari.

 

In particolare, a dare un impulso al sell out di Calvin Klein sono stati i mercati europeo e asiatico e, più in generale, l'estero con un +25%. In Nord America si parla di un +10%.

 

A sua volta, Tommy Hilfiger deve buona parte del suo successo al +25% realizzato oltreconfine. Anche in Nord America, comunque, si difende bene con un +13%.

 

Emanuel Chirico, presidente e ceo di Pvh, ha attribuito l'andamento «oltre le aspettative» a fattori come la mentalità customer-centric, la capacità di creare una brand experience attraverso tutti i canali e il modo innovativo di connettersi con la «next generation» di consumatori.

 

Chirico si è detto ottimista sul prossimo futuro, nonostante la volatilità dei mercati. «Innalzeremo la guidance sugli utili del 2018 - ha affermato - perché ci troviamo in una posizione di forza, in grado di supportare un percorso di crescita sostenibile a lungo termine e la creazione di valore per i nostri azionisti» (nella foto, un modello di Calvin Klein).

 

a.b.
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