trimestrali e fiscal year

Michael Kors meglio del previsto: Asia col turbo, nuove prospettive in Cina

Trimestre oltre le aspettative per Michael Kors, con un incremento del 10,9% dei ricavi, a quota 1,2 miliardi di dollari, un +22% nelle vendite retail (spinto soprattutto dall'e-commerce) e un +3,5% nel wholesale. Il fiscal year 2016 si è chiuso con un giro d'affari pari a 4,7 miliardi di dollari (+7,8%), tenendo presente che l'anno ha avuto 53 settimane anziché 52. Completata l'acquisizione del licenziatario cinese.

 

L'incremento più significativo nel quarter (+216,4%) è stato messo a segno in Asia, dove il business equivale a 65,5 milioni di dollari nel periodo considerato. Ma lo zoccolo duro resta il mercato americano, con oltre 879 milioni e un rialzo del 4,6%.

 

Bene l'Europa, dove la griffe ha superato i 254 milioni (+15,6%). L'utile netto è stato di quasi 177 milioni, in discesa dai precedenti 182,6 milioni. In base a dati aggiornati al 2 aprile scorso, il network di monomarca è salito da 526 a 668 negozi, incluse le concessioni.

 

A livello annuale non si è fermata l'avanzata del turnover, che sfiora i 5 miliardi di dollari, di cui 2,4 miliardi realizzati tramite il canale retail, in progress del 12,2%. Più contenuta (+3,8%) la performance del wholesale, quantificabile in 2,1 miliardi. Quanto all'utile netto, si è ridotto da 881 a 839,1 milioni.

 

Il chairman e ceo John D. Idol si è detto soddisfatto delle performance, «ottenute in un quadro generale sfidante. Abbiamo investito sull'offerta di prodotto, dato un nuovo sprint alle campagne marketing. Per il futuro puntiamo sull'espansione nei mercati internazionali, sullo sviluppo dei flagship in Rete, sul rafforzamento del menswear e sul lancio della linea Michael Kors Access, all'insegna della wearable technology».

 

Nel primo trimestre 2017 è probabile che le vendite si attestino tra i 940 e i 950 milioni di dollari, con un decremento a perimetri comparabili "mid-single digit". Ci saranno più investimenti e bisognerà tenere conto di un esborso di 15 milioni di dollari, in seguito all'acquisizione del licenziatario nella Greater China e alla chiusura di alcune sedi in America Latina.

 

Per l'anno fiscale 2017 si delineano un giro d'affari stabile e una flessione "low-single digit" nelle vendite comparabili.

 

Come si accennava, ieri (31 maggio) è stato completato il deal in base al quale il licenziatario esclusivo del brand in Cina è stato rilevato dalla Michael Kors Limited, per una somma intorno ai 500 milioni di dollari.

 

Il fatturato generato dal Paese asiatico è pari a 197 milioni di euro (dato riferito ai 12 mesi archiviati il 31 marzo), con un network di 91 boutique gestite dalla società e sei location legate al travel retail: vetrine distribuite tra Cina, Hong Kong, Macao e Taiwan.

 

Nel 2017 le vendite nette nell'area dovrebbero toccare il tetto dei 200 milioni di dollari, «con l'intenzione, grazie a questa operazione - sottolinea Idol - di capitalizzare il nostro enorme potenziale di crescita su questo territorio» (nella foto, Michael Kors per l'autunno-inverno 2016/2017).

 

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