trimestrali

Calvin Klein e Tommy Hilfiger procedono a cifra doppia

Pvh Corp. -  casa madre di Calvin Klein e Tommy Hilfiger - alza le stima ma resta prudente. Le tariffe di Trump potrebbero impattare sui conti.

Nel secondo trimestre chiuso il 5 agosto, l'azienda americana di abbigliamento ha totalizzato 2,18 dollari per azione di utili (da 1,69 dollari, +29%) e vendite pari a 2,33 miliardi (+13%). Gli analisti di Wall Street si aspettavano profitti a 2,10 dollari per azione e un fatturato trimestrale di 2,29 miliardi.

In particolare, Calvin Klein (nella foto, un look per l'inverno 2018/2019) ha registrato un +18% delle vendite, a 925 milioni di dollari. Tommy Hilfiger è salito del 15% a un miliardo di dollari.

Il gruppo quotato a New York ha rivisto le previsioni di chiusura dell'esercizio: l'utile per azione è ora atteso nell'intervallo 9,20-9,25 dollari (9,05-9,15 dollari in precedenza).

«Abbiamo migliorato le previsioni - ha commentato il chief executive Emanuel Chirico - ma continuiamo a essere prudenti per l'intero esercizio e nel pianificare il business per la seconda metà dell'anno, mentre assistiamo a un incremento della volatilità macroeconomica e geopolitica nel mondo».

A Cnbc Chirico ha detto che le tariffe imposte dall'amministrazione Trump sui prodotti cinesi potrebbero avere un impatto, sebbene non si tratti di una componente di rilievo. Il ceo ha inoltre affermato che i prodotti realizzati in Cina ammontano a circa 400 milioni di dollari.   

Nel portafoglio di Pvh ci sono anche Van Heusen, Arrow e Warner oltre a licenze come Michael Michael Kors, Kenneth Cole New York e Dkny. In più c'è il marchio Izod, che la società di New York intende espandere in Europa partendo da Spagna, Germania, Olanda e Scandinavia, come annunciato di recente.
e.f.
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