ULTIMA COLLEZIONE LA SPRING-SUMMER 2020

A.F. Vandevorst chiude: «La nostra creatività non è fatta per l’era digitale»

Per An Vandevorst e Filip Arickx, coppia nella vita e nel lavoro, da 22 anni meglio conosciuti come il loro marchio A.F. Vandervorst, si chiude un lungo capitolo.

La collezione Spring-Summer 2020, in questo momento dei negozi, metterà la parola fine alla loro avventura nella moda, iniziata nel 1987 quando si sono conosciuti alla Royal Academy of Fine Arts di Anversa.

«Non ci sono più i presupposti per andare avanti – hanno detto i coniugi in un’intervista a wwd.com -. Le dinamiche nel mondo della moda sono cambiate. Siamo arrivati alla conclusione che non saremmo in grado di mantenere lo stesso livello di creatività e di concentrarci sullo storytelling, piuttosto che sul mero prodotto, e di lavorare nel modo che ci ha sempre contraddistinto».

Nel corso della loro carriera An e Filip hanno sempre messo in scena eventi spettacolari, in grado di creare una storia e un’atmosfera intorno alle loro collezioni: «Immagino tutti ricordino – dice Arickx – gli show ambientati in piscina, con i letti o le motociclette. Sono tutte cose per noi importanti, iconiche».

Una tipologia di estetica che mal si presta a integrarsi con il milieu culturale e commerciale di oggi, fatto di realtà virtuale: «Certo, dobbiamo evolvere, il mondo va avanti. Ma è un mondo meno allettante per noi. Con l’evoluzione digitale è cambiato tutto. L’esclusività, l’intimità non ci sono più», aggiungono senza fornire cifre e strategie commerciali adottate per il loro business.

Il brand arriverà al capolinea il prossimo 29 febbraio, quando durante la fashion week parigina A.F. Vandevorst organizzerà un evento per ringraziare lo staff e tutti i sostenitori che hanno accompagnato il suo sviluppo.

Nei programmi c’è anche la volontà di ospitare un allestimento con una selezione degli oltre 2mila pezzi dell’archivio storico dell’etichetta, per venderli a collezionisti o a musei.

Conosciuta per la loro creatività concettuale e senza barriere, risultato di stratificazioni eterogenee e di un mix sovversivo, poetico e stravagante, la coppia non ha però intenzione di archiviare la propria carriera: «Siamo persone creative più che di business – commentano – e vogliamo espandere i nostri orizzonti in altri ambiti: arte, musica, arredamento, design».

«Il realtà – concludono – pensiamo questo sia il futuro. Dove andremo tutti. Dopotutto le persone si aspettano qualcosa in più della semplice moda da uno stilista. Davanti a noi vediamo delle opportunità».

a.t.
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