Un evento immersivo in Brera

Paul&Shark corre double digit e presenta il progetto upcycling Re-Sail

Un’installazione immersiva e dinamica, con la riproduzione multisensoriale di effetti di luce, suoni naturali e immagini dell’oceano, ha accolto ieri sera i visitatori nel cuore di Brera, nella showroom milanese di Paul&Shark, dove il brand ha svelato il suo nuovo progetto green.

Il ceo Andrea Dini è orgoglioso nel raccontare l’iter che ha portato a Re-Sail, una limited edition di giacche realizzate con vele dismesse: «Abbiamo iniziato questo percorso circa un anno fa, contattando le più belle velerie d’Italia e scoprendo che le vele in disuso venivano buttate via. Noi le abbiamo ripristinate, reinterpretandole in maniera creativa, e questo è il risultato».

Ogni giacca è una sintesi di artigianalità e gusto urban-casual e soprattutto è un pezzo unico, con dettagli esclusivi come le grandi etichette interne, i numeri, i loghi e gli elementi di derivazione velistica che raccontano la storia da cui proviene.

La capsule Re-Sail – già disponibile nei più importanti monomarca come parte della collezione SS2023 – rappresenta un ulteriore step di Paul&Shark nel suo percorso ecosostenibile (l’azienda certificata Plastic Free e inserita nel ranking delle 100 imprese green italiane di Kon Group e Credit Suisse) e offre un’altra freccia all’arco per la sua espansione internazionale.

Come informa il ceo, Paul&Shark ha archiviato il 2022 con un fatturato in crescita del 18% e per i prossimi mesi ha in cantiere numerosi progetti a livello commerciale, che andranno a implementare il nuovo retail concept già sperimentato con le aperture di Firenze, Venezia, Verona e Forte dei Marmi.

«Entro l’autunno debutteremo con un monomarca in Regent street a Londra e proseguiremo il nostro percorso in Asia e Middle East, dove abbiamo recentemente inaugurato a Dubai, e a breve approderemo a Kuwait City», anticipa Dini, precisando che l’export genera il 90% del giro d’affari.

Un ruolo da protagonista sarà recitato dall’Africa sub-sahariana: «È la nuova Cina – commenta l’imprenditore -. È un mercato molto interessante per la moda, con una ricchezza in crescita e ben distribuita e una popolazione giovanissima. Abbiamo già aperto in Congo e Costa d’Avorio e iniziato con dei progetti nel Lagos e in Angola».

Con all’attivo oltre 250 monomarca e un migliaio di clienti wholesale a livello internazionale, Paul&Shark genera il 50% del turnover in Europa: «In futuro il Vecchio Continente rivestirà un ruolo sempre più centrale, viste le tensioni provenienti dalla Russia e l’incertezza che regna in Cina a causa del Covid. Noi punteremo in particolare su Uk, Francia e Spagna».

Le previsioni per l’anno in corso, nonostante il clima geopolitico, sono ottimistiche: «Un mese fa, con la guerra in corso e l’inflazione alle stelle che obbliga ad alzare i listini ma che abbassa il potere d’acquisto delle famiglie, ero preoccupato – spiega Dini -. Poi però abbiamo visto i dati di vendita dei negozi, che sono ottimi, un umore positivo sia a Pitti che a Milano e i feedback incoraggianti delle pre-collezioni… Insomma, forse le preoccupazioni erano eccessive. Difficile fare previsioni, ma puntiamo a chiudere con una crescita a doppia cifra anche il 2023».

a.t.
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