Un partner per finanziare la crescita

Clementoni: «Così Italian Artisan può raggiungere 375 milioni di gmv»

Nei primi anni di attività Italian Artisan - nata nel 2015 come società di consulenza e poi trasformatasi in piattaforma B2B - si è data come priorità quella di connettere artigiani che producono moda made in Italy (spesso come terzisti per i grandi brand) e giovani stilisti internazionali e piccoli marchi indipendenti.

 

Efficienza economica, con costi abbattuti di due terzi, e tempi di produzione quasi dimezzati hanno fatto sì che intorno alla community composta di oltre 700 imprese italiane di calzature (40%), abbigliamento (25%), borse e piccola pelletteria (35%) si creasse un data base di circa 10mila clienti registrati. «Per lo più si tratta di nuovi creators - racconta David Clementoni, fondatore di Italian Artisan - con pochi contatti e conoscenza nel settore della manifattura che, grazie alla nostra consulenza, riuscivano a produrre le loro collezioni made in Italy, senza neanche mettere piede nel nostro Paese».

 

«Col tempo e con il crescere della piattaforma – prosegue l’imprenditore -, le nostre ambizioni si sono fatte più grandi: volevamo lavorare con marchi forti e globali e ci stiamo riuscendo. Prima chi sceglieva Italian Artisan vendeva le proprie collezioni direct to consumer attraverso un proprio e-shop, ora i nostri clienti sono più strutturati con distribuzione wholesale e in qualche caso anche retail».

 

L’ambizione è quella di lavorare sempre più a stretto contatto con aziende medie, che producevano altrove e vogliono riportare in Italia le produzioni, e realtà internazionali «al momento lavoriamo soprattutto con clienti australiani, e americani, ma Francia e Medio Oriente sono bacini molto interessanti per noi», fa il punto Clementoni.

Il progetto di potenziamento e di upgrading della piattaforma passa anche per l’ampliamento del target a cui offrire i servizi di material sourcing e project management che sono alla base di Italian Artisan. «Da qualche tempo – racconta Clementoni - abbiamo lanciato il portale Italian Artisan Trade, rivolto specificatamente al mondo delle boutique multimarca e dei rivenditori per la realizzazione delle loro private label. Sulla nuova piattaforma è a disposizione un catalogo fatto di 4mila articoli diversi: con pochi semplici click i buyer possono scegliere varianti colori e taglie oltre ai tempi di realizzazione».

 

Una possibilità adottata da diverse realtà, ma destinata a crescere dopo il recente accordo con Camera Buyer Italia, siglato poche settimane fa. «In Italia abbiamo i migliori multimarca del mondo – chiosa l’imprenditore - ed essere scelti come potenziale partner dall’associazione chi li rappresenta dimostra la qualità del servizio che siamo in grado di offrire. A luglio partiranno i primi webinar e incontri con i soci di CBI per spiegare nei dettagli il progetto e subito dopo partiranno i primi test con alcune realtà che abbiamo già individuato».

 

Le collaborazioni con le istituzioni, che includono anche quelle con realtà fieristiche come Première Vision a Parigi (5-7 luglio) e Micam a Milano in settembre, sono solo uno dei tanti asset di crescita previsti dal business plan, che Clmentoni ha messo punto insieme all’amministratore delegato Olga Iarussi (ex top executive di Triumph e P&G): la previsione è di raggiungere 375 milioni di Gmv- gross merchandise value entro il 2028, dai circa 2 milioni previsti per il 2022.

 

«Per raggiungere questi risultati dovremmo dovremo intraprendere un “viaggio” con l’obiettivo di potenziare la nostra struttura, che attualmente è composta da 23 professionisti, l’85% dei quali donne, e investire fortemente in marketing e tecnologia. Per far questo abbiamo bisogno di risorse e siamo andati in cerca di un investitore, che presto potrebbe arrivare».

an.bi.
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