almeno un'ora al giorno nel virtuale per il 25% degli utenti entro il 2026

Nel metaverso utenti sempre più creatori e aziende sempre più “orchestratrici”

A dispetto dei risultati deludenti di Meta e della sua piattaforma di punta Horizons World, il metaverso continua a evolvere.

Lo conferma Ey, secondo cui entro il 2026 il 25% dei consumatori trascorrerà almeno un’ora al giorno nei mondi virtuali, con la previsione di 88 milioni di spedizioni di dispositivi Vr/Ar per quella data. Ma le aziende devono saper comprendere e cavalcare le evoluzioni di questo canale, passando dal ruolo di “controllori” a quello di “orchestratori”.

La ricerca dal titolo How meeting customers in the metaverse can unlock lasting value, condotta dalla società di consulenza, spiega che, oltre a essere un nuovo canale di vendita e di interazione con il consumatore, il metaverso e tutto il bagaglio tecnologico, di esperienze e di know how che lo accompagnano permetteranno all'utente di creare dei propri spazi nel mondo virtuale.

Per i consumatori (solo Roblox conta oltre 50 milioni di utenti giornalieri attivi, per citare un esempio) non sarà più solo questione di vendere e collezionare oggetti o di vestire i propri avatar, ma anche di co-creare i propri asset digitali.

Ciò significa che la creazione dei trend tenderà a democratizzarsi e, al tempo stesso, a diventare più di nicchia, dal momento che si tratterà di soddisfare i bisogni e i valori di gruppi di persone relativamente piccoli. 

In questo scenario marchi e rivenditori dovranno sfruttare appieno il potere della comunità per differenziarsi. 

In parallelo anche la catena del valore cambierà, riflettendo gli strumenti necessari per avere un mix di prodotti integrato nell’ambiente digitale e che includa esperienze di realtà virtuale e mista.

La nuova organizzazione delle aziende nel metaverso dovrà dunque includere elementi come sicurezza informatica, protezione IP e brand equity, customer journey, community, customer data, reward collaboration, un’identità digitale consistente e l’identità dell’azienda.

E, visto che i consumatori trascorrono sempre più tempo negli spazi digitali, anche i marchi devono presidiare questi spazi. Ma essere presenti non basta, sottolinea l'analisi di Ey.

Le aziende, infatti, hanno la responsabilità di creare contenuti interessanti e differenziati, che consentano agli utenti di interagire con essi liberamente. Qualora questi obiettivi non venissero raggiunti, i marchi rischierebbero di diventare irrilevanti. Per tale motivo Ey indica quattro punti chiave da tenere presenti.

In primo luogo occorre essere rilevanti per i consumatori del futuro, ossia quelli che nei prossimi anni inizieranno ad avere il potere di acquisto per poter spendere sia nell’ambiente virtuale che in quello fisico.

Ciò significa mettere questo target al centro della pianificazione di ogni esperienza e prodotto mirati al metaverso. Un’attenzione che andrà inserita all’interno di una più ampia pianificazione aziendale, volta ad aumentare la brand awareness. 

Il secondo aspetto da considerare è “essere proattivi”, interagendo con le comunità virtuali. Il metaverso, sottolinea Ey, non è solo un nuovo canale di vendita, ma anche un veicolo social dove instaurare connessioni. Per questo, al fine di creare “intimità” e un nuovo livello di esperienza, i marchi devono andare oltre la semplice replica degli spazi fisici. 

Il coinvolgimento e lo sviluppo di community intorno a marchi ed esperienze per consentire la “co-creazione” richiederà che le aziende aprano i propri sistemi alle comunità di sviluppatori, che guideranno l'innovazione e consentiranno la creazione di nuove applicazioni e prodotti. 

Terzo aspetto importante è continuare a essere aperti a nuove possibilità di guadagno, come gli Nft, che possono anche aiutare ad aumentare la loyaty dei consumatori. Il metaverso apre nuove strade per la creazione di valore grazie ai dati che genererà, portando a un aumento esponenziale della capacità di catturare e comprendere i comportamenti dei consumatori. 

Infine, sottolinea Ey, bisogna tenere presente che l’universo virtuale non si limiterà solo all’experience del consumatore, ma è possibile che si evolva anche in direzione di un metaverso industriale.

Quest'ultimo fornirà ambienti per visualizzare i processi nella realtà virtuale e comprendere le inefficienze del sistema, consentendo la collaborazione in remoto del team di progettazione, aiutando la gestione dell'inventario o simulando un processo di produzione e, non ultimo, affrontando aspetti come i diritti di proprietà intellettuale e questioni legate al controllo. 

 

c.me.
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