Un’analisi di Global Strategy

Sostenibilità: le Mid Cap eccellenti sono già virtuose ma poco consapevoli

Le Mid Cap italiane più performanti dal punto di vista economico finanziario sono già sul cammino della sostenibilità, «ma la strada da fare è ancora lunga». Lo segnala la società di management consulting Global Strategy, che ieri ha presentato il suo 11esimo OsservatorioPmi a Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano.

Il report del 2019 si è focalizzato, per la prima volta, sul binomio sostenibilità e creazione di valore. Dall’esame di oltre 10mila imprese di media capitalizzazione (con fatturato fra 20 e 250 milioni di euro nel manifatturiero, fra 20 e 500 milioni nel commercio), Global Strategy ha individuato 722 aziende con performance sopra la media sul fronte economico-finanziario (crescita dei ricavi, redditività e solidità patrimoniale, i principali parametri utilizzati).

A livello di settori, come illustrato da Stefano Nuzzo (equity partner di Global Strategy, responsabile dell’OsservatorioPmi), quello dominante è il manifatturiero (71% del totale), con in testa la meccanica (14%) e, al quarto posto, il sistema moda (ex aequo con la chimica-farmaceutica).

Da una serie di interviste ai vertici di queste società risulta che la totalità conosce le tematiche Esg - acronimo inglese per indicare l’ambiente, la società e la governance, connesso ai principi Onu per gli investimenti responsabili - e sette su 10 dichiarano di avere formalizzato procedure in almeno uno dei tre aspetti (vedi slide in alto), con una preponderanza dei fattori ambientali, rispetto al sociale e alla governance (da notare che nei board delle eccellenti le quote rosa si attestano intorno al 20%). Solo il 4% lo ha fatto nelle tre aree Esg.

Solo il 26% del campione vede una correlazione chiara e diretta tra l’adozione di politiche Esg e la creazione di valore per la propria impresa.

Inoltre il 44% delle Mid Cap eccellenti adotta valutazioni Esg nelle scelte e nel controllo della propria filiera, ma meno di una su due dichiara di avere definito una vera e propria strategia di sostenibilità, sulla quale appena una su 10 redige un report ad hoc.

Sondando tra gli imprenditori e il top management i motivi per cui ritengono importante la sostenibilità, si nota il prevalere di convinzioni etiche e di scelte green legate a ricadute di immagine rispetto ad aspetti di business come il miglioramento della solidità aziendale, la differenziazione sul mercato e il miglioramento della performance economica nel lungo periodo (all’ultimo posto).

«Il fattore della sostenibilità, non soltanto in chiave ambientale, acquisterà nell’immediato futuro un’importanza decisiva sulla capacità delle aziende di generare valore, guadagnare in competitività e gestire l’esposizione ai rischi - ha commentato Antonella Negri-Clementi (presidente e ceo di Global Strategy) -. Il dato più evidente del nostro studio è che molti degli imprenditori eccellenti adottano già oggi, spesso in modo inconsapevole e poco gridato, comportamenti virtuosi: la sfida sarà quella di integrarli nel loro modello di business e nelle strategie aziendali».

All’evento di ieri, intitolato “Sostenibilità e creazione di valore. Un binomio da ricercare”, sono stati anche assegnati i premi Aziende Eccellenti 2019 a una settantina di realtà tra le quali, in rappresentanza della moda, Monnalisa, guidata dal ceo Christian Simoni, Arcadia-Dondup, presieduta da Matteo Marzotto e Guerriero Produzione Pelletterie.

e.f.
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