Utile a 186 milioni

Calzedonia: nel 2020 ricavi sotto i 2 miliardi di euro

Dopo il 2019 da record, Calzedonia archivia il critico 2020 con ricavi pari a 1,94 miliardi di euro (-19,5%). Come riporta la Repubblica, alla voce "altri ricavi" sono contabilizzati 1,4 milioni di contributi Covid.

L’ebitda della società guidata da Sandro Veronesi è sceso a 531 milioni, dai 671 milioni del 2019 (pure record di sempre per l'azienda), mentre il margine si è attestato al 27%.

La flessione è legata alle chiusure temporanee dei punti vendita in molti mercati. Il gruppo dice di avere cercato di mitigare l’impatto con iniziative come la richiesta di sconti sui canoni di affitto dei negozi. Inoltre sono stati «analizzati tutti gli strumenti messi a disposizione dai governi dei vari Paesi per rendere il più flessibile possibile la gestione del personale e l'impatto del costo connesso». Alla fine del 2020 Calzedonia contava 38.292 dipendenti, dai 39.194 dell’anno prima, invece i punti vendita complessivi sono cresciuti a 4.900, dai 4.859 del 2019.

Il numero maggiore riguarda l’insegna di calze e costumi di Calzedonia (2.145), seguita da Intimissimi (1.771, compresi i punti vendita maschili), Tezenis (735), per un pubblico più giovane, Falconeri (131) con l’abbigliamento in cashmere, la catena di wine shop Signorvino (19) e gli abiti da cerimonia di Atelier Emé (47).

Dal bilancio, che chiude con un utile di 185,8 milioni (da 208,9 milioni) emerge anche una rivalutazione fiscale e contabile dei marchi maggiori Calzedonia, Intimissimi e Tezenis. L'indebitamento finanziario netto è risultato poco oltre il miliardo, dagli 1,18 miliardi di fine 2019.

Nel 2020 la capogruppo Calzedonia Holding spa ha deciso di non distribuire dividendi ai soci. 

e.f.
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