Valorizzare le eccellenze del made in Italy

Confindustria lancia il progetto Brave Italy!: a Renzo Rosso la guida

Valorizzare le eccellenze del made in Italy in tutti i settori, dall’industria, ai servizi. Nasce da questo presupposto il progetto Brave Italy!, lanciato da Confindustria. Un'iniziativa legata alla delega sull’eccellenza, bellezza e gusto dei marchi italiani, affidata dal presidente Carlo Bonomi a Renzo Rosso.

L'obiettivo, spiegano da via dell'Astronomia, è «trasformare la way of life italiana, riconosciuta e ammirata in tutto il mondo, in un modello di vita e di business, connotandola in chiave di modernità, sostenibilità e attenzione al sociale».

La prima tappa sarà mappare l’enorme potenziale produttivo italiano, per far emergere i best in class nei diversi settori, raccogliendo poi idee e contributi dalla voce degli imprenditori e delle associazioni, attraverso una sorta di fabbrica delle idee condivisa. Un punto di partenza che darà lo slancio per pianificare le azioni successive.

Si punta a selezionare le imprese e le realtà produttive tra quelle con elevata propensione all’export e riconoscibilità del marchio come sinonimo di made in Italy e di qualità. Realtà leader di settore e con alto grado di investimenti in innovazione e ricerca; aziende orientate alla sostenibilità ambientale e sociale, ma anche start-up in settori e mercati emergenti.

«Brave Italy! perché in questo momento c’è bisogno di coraggio per affrontare il cambiamento e sapersi reiventare, traendo forza dalle nostre radici e dal saper fare italiano, per coniugare il nostro dna con le sfide della tecnologia e della sostenibilità», è il commento di Renzo Rosso, delegato del presidente di Confindustria per eccellenza, bellezza e gusto dei marchi italiani.

«È un progetto ambizioso - conclude l'imprenditore - su cui chiediamo il contributo di tutti coloro che vogliono il meglio per il nostro Paese. Cerchiamo di costruire il futuro insieme, puntando a un nuovo modello di vita e di benessere, inclusivo e capace di guardare alle nuove generazioni».

c.me.
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