Vendite womenswear Fall 2018

Per i top retailer italiani l'eleganza è pronta alla rivincita

I dettaglianti italiani intervistati da Fashion hanno chiuso l'anno in sostanziale pareggio e prevedono in generale di mantenere invariati i budget per il prossimo autunno-inverno. Ma lo scenario non è facile, tra l'incalzare delle promozioni, l'eccesso di prodotto e l'esigenza crescente di conciliare il negozio fisico con l’ecommerce. La nota positiva è il ritorno alla femminilità e all’eleganza.

 

Un trend già conclamato per alcuni dei 60 dettaglianti coinvolti e per altri un’evoluzione in itinere, che giungerà a pieno compimento tra la prossima primavera e l’inverno 2019/2020, come si legge nell'articolo pubblicato su Fashion n.4.

 

Un cambiamento che rappresenta un segnale importante. «Torna l’eleganza vera - conferma Federico Giglio, di Giglio a Palermo - con un ritrovato gusto per i tacchi alti, gli abiti femminili e i cappottini couture. Finalmente le donne hanno capito che le felpe si possono comprare a prezzi molto più bassi dagli specialisti dello sportswear».

 

«Assistiamo alla rivalutazione della parte elegante delle collezioni a discapito dello street - conferma Silvia Bini, titolare di Càos e Silvia Bini Passeggiata a Viareggio -. Consumatori, dettaglianti e marchi devono fare delle scelte; è necessaria una maggiore definizione e il ritorno alla moda elegante è a mio avviso una maniera per rientrare nei ranghi. I grandi gruppi hanno capito che non bastano una T-shirt e un paio di jeans per fare una collezione, perché il lusso vero è per pochi. E costa. Le collezioni devono essere un esercizio di stile».

 

Sul banco degli imputati i negozianti mettono in pole position i saldi e le offerte speciali. Un circolo vizioso innescato dalle continue promozioni sui siti online, che spesso costringono i negozianti ad adeguarsi, con una drastica riduzione della marginalità. «L’affermarsi del Black Friday di fine novembre ha generato la convinzione che ormai già da quella data si possa acquistare tutto e dappertutto con sconti dal 30% al 50%», chiarisce Orlando Milan, di Ivo Milan Radical Fashion a Padova.

 

L’e-commerce, d’altro canto, rappresenta per un numero crescente di insegne una chance per ampliare le vendite, andando ad agganciare nuovi target di clientela, spesso da fuori Italia. Sale infatti il numero di punti vendita che hanno investito in questo canale e aumentano i negozianti che si mettono in gioco con un portale proprio.

 

 

Come emerge dal nostro sondaggio, i marchi più venduti della stagione invernale sono quelli al top. Gucci al primo posto (nella foto), Moncler al secondo e Balenciaga, Burberry ed Herno al terzo guidano la classifica, seguiti da Celine, Fendi, Max Mara, Saint Laurent e Valentino.

 

In un momento di confusione e di sovraffollamento la gente sceglie infatti di andare a colpo sicuro, chiarisce Luca Bergliaffa di Tessabit a Como: «Nel comparto del lusso la performance è guidata principalmente dai marchi globali e la tendenza per il 2019 è orientata verso una selezione di label più concentrata e un assortimento più focalizzato sui principali business driver, che godono di maggiore visibilità su tutti i canali».

 

Non c’è una formula per rimanere competitivi in uno scenario complesso e con tante incognite per il 2019. Secondo Claudio Betti di Spinnaker, l’obiettivo per i prossimi mesi è «comprare meno, ma vendere meglio, ossia ampliare il business a prezzo pieno, perché con i saldi la marginalità si riduce drasticamente».

 

«Puntiamo a comprare sempre meglio e per questo facciamo personalmente io, mio marito e mio figlio, gli acquisti - sottolinea Daniela Kraler di Franz Kraler a Cortina e Dobbiaco -. Una scelta che ci ha premiato, con una stagione che si è chiusa con un +15% delle vendite». «Sono molto positiva - conclude - e convinta che l’anno nuovo possa essere buono per tutti. Da noi c’è stato un significativo afflusso di clienti stranieri. Non vedo perché queste stesse persone non possano andare anche nelle altre belle località italiane».

WOMENSWEAR BUYERS' SURVEY: Le vetrine dei retailer


c.me.
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