risultati al 31 marzo 2020

Aeffe: ricavi in calo del 25,4% e doccia gelata sugli utili

Come prevedibile, l'effetto coronavirus si è abbattuto anche sulla trimestrale di Aeffe. I ricavi consolidati sono scesi da 102,2 a 76,2 milioni di euro (-25,4% a cambi correnti e -25,5% a cambi costanti), con un -30% relativamente alla divisione Pret-à-porter, a quota 54,4 milioni.

Più al riparo la unit relativa a Calzature e Pelletteria, che se l'è cavata con un -7,9% a cambi sia correnti che costanti, totalizzando 30,7 milioni di euro.

La campagna vendite autunno-inverno 2020/2021 si è chiusa con un -6,5% rispetto all'analoga stagione dello scorso anno, un dato che però potrebbe variare in base a eventuali resi o annulli da parte dei clienti.

In Italia il giro d'affari si è ridotto del 21%, a 36,5 milioni di euro, mentre l'Europa (escluso il nostro Paese) è arretrata del 10,6% a cambi correnti e del 10,7% a cambi costanti, passando da 23,1 a 20,7 milioni.

Pesante il conto da pagare in Asia e Resto del Mondo: -44,5% a cambi correnti e -44,2% a cambi costanti, per un totale di 15,4 milioni (erano 27,8 un anno fa). L'America, con 3,6 milioni dai precedenti 5,1 milioni, ha incassato un -29,6% a cambi correnti e un -31,4% a cambi costanti.

Il canale wholesale, che incide per il 72,9% sul fatturato, ha registrato un -26,6% a tassi di cambio sia costanti che correnti: una diminuzione di gran lunga superiore a quella relativa alla raccolta ordini della primavera-estate 2020.

«Le misure di blocco delle attività non essenziali adottate dal Governo - precisa una nota - hanno rallentato in misura importante le spedizioni, con la conseguenza che la percentuale di prodotti consegnati al termine del trimestre è stata inferiore di circa 10 punti percentuali, se confrontata con il corrispondente periodo del 2019». Alcuni clienti, inoltre, hanno chiesto di posticipare le spedizioni, in considerazione del difficile momento di mercato.

«Il gruppo - continua la nota - è fortemente impegnato nel gestire le relazioni con i principali partner commerciali, per fornire loro il maggior supporto possibile alla riapertura dei negozi, anche attraverso la concessione di sconti sulla primavera-estate 2020».

Passando alle boutique a gestione diretta, pari al 23,5% delle vendite, hanno visto i ricavi contrarsi del 23,2% a tassi costanti. A portare una boccata di ossigeno è stato l'e-commerce, con un "buon andamento". Da segnalare la chiusura, tra i dos, del monomarca Moschino a Los Angeles, non più strategico a livello di location.

8,6 milioni di euro è la cifra relativa all'ebitda consolidato, con un'incidenza dell'11,3% sul fatturato. Nel primo quarter 2019 si parlava di 26,6 milioni, ossia il 26% dei ricavi. Si assiste dunque a un calo del 67,7%.

Nella divisione Pret-à-porter l'ebitda trimestrale è di 4,1 milioni di euro (7,6% del turnover), contro i precedenti 20,3 milioni, pari al 25% delle vendite.

Per Calzature e Pelletteria la discesa dell'ebitda è stata da 6,3 agli attuali 4,5 milioni, con un'incidenza sui ricavi 14,7%.

Scivolone da 19,9 a 1,8 milioni per quanto riguarda l'ebit consolidato, ma non è da meno l'utile netto dopo le imposte, in caduta da 11,8 milioni a 4mila euro.

Il patrimonio netto del gruppo è di 171,3 milioni di euro e l'indebitamento di 57,6 milioni al netto dell'effetto Ifrs 16, rispetto all'indebitamento di 34,5 milioni al 31 marzo 2019, con una crescita di 23,1 milioni (indebitamento di 39,4 milioni a fine dello scorso anno).

Come ha precisato il presidente esecutivo Massimo Ferretti, l'azienda ha reagito all'attacco frontale del Covid-19 con una serie di misure ad ampio raggio, «volte a salvaguardare la sicurezza e salute dei dipendenti e collaboratori, a sostenere i clienti e a proteggere la solidità del business, preservando il potenziale di crescita dei brand nei principali mercati di riferimento e la loro capacità di cogliere le opportunità che si creeranno in questo sfidante scenario di mercato».

Uno degli assi portanti del presente e dell'immediato futuro è il potenziamento delle attività digitali a sostegno sia del business online, sia del rapporto con i partner commerciali, con la presentazione in remoto, attraverso virtual showroom, delle nuove collezioni.

Alla voce situazione finanziaria, «abbiamo a disposizione affidamenti bancari assolutamente capienti a fronteggiare la difficile situazione congiunturale - spiega il comunicato - rispettando con regolarità gli impegni. A tal riguardo, la percentuale di utilizzo da parte del gruppo delle linee di credito disponibili è di circa il 40% dei fidi totali, ben al di sotto del limite massimo utilizzabile».

Contestualmente ai dati di esercizio, è stato comunicato il rinnovo fino al 15 maggio 2023 del contratto di consulenza stilistica con Alberta Ferretti (nella foto, le creazioni autunno-inverno 2020/2021 della collezione che porta il suo nome).

a.b.
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