Alla Fabbrica del Vapore gli anni della "Revolution"

Gli anni a cavallo tra i Sessanta e i Settanta sono stati un'esplosione di creatività, musica, protesta giovanile che ha lasciato il segno anche nella moda: la mostra Revolution alla Fabbrica del Vapore di Milano rende omaggio fino al primo aprile a questo periodo straordinario e irripetibile.

 

Promossa e coprodotta da Comune di Milano-Cultura, Fabbrica del Vapore e Avatar-Gruppo MondoMostreSkira, in collaborazione con il Victoria and Albert Museum che ha già ospitato l'esposizione, Revolution presenta oltre 500 oggetti-testimonianze di momenti, vite eccezionali, canzoni che hanno segnato la storia, abiti che hanno fatto tendenza (e scandalo), film indimenticabili dal '66 al '70 tra cui il mitico Woodstock, che viene proiettato su un particolare maxischermo curvo, in una sala in cui si è letteralmente circondati dalle immagini e dai suoni.

 

Victoria Broackes e Geoffrey Marsh del Victoria and Albert Museum sono i curatori insieme a Fran Tomasi, maggiore promoter, Clara Tosi Pamphili, giornalista e storica della moda, e Alberto Tonti, critico musicale.

 

Partner tecnico è Sennheiser, artefice della sound experience, di cui fa parte uno speciale sistema di audioguide.

 

Presenti alla serata inaugurale del primo dicembre, insieme ai curatori, il sindaco Giuseppe Sala (nella foto) con la vicesindaca Anna Scavuzzo, il presidente di MondoMostreSkira Massimo Vitta Zelman e il ceo della stessa società Tomaso Radaelli e altri ospiti vip tra cui Stefania Rocca, Carlo Capasa, Ennio Capasa, Marianne Mirage, Luca e Rosita Missoni, John Richmond, Emilie Fouilloux, Milly Moratti, Andrée Ruth Shammah, Inge Feltrinelli, Giovanni Hoepli, Isabella Bossi Fedrigotti, Mario Lavezzi e Livio Magnini.

 

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