QVC Italia sostiene la Fondazione Veronesi premiando giovani registi

Una sessantina di registi hanno partecipato al contest “La ricerca del quotidiano” lanciato dalla piattaforma multimediale di shopping QVC: due i vincitori premiati ieri, 25 gennaio, allo spazio Oberdan di Milano.

 

Il primo premio al cortometraggio “Il nostro piccolo segreto” di Franco Montanaro, classe 1985, che racconta il rapporto tra una figlia e una madre affetta da Alzheimer. Il giovane regista barese si aggiudica un internship di un mese presso la sede di Casta Diva Pictures (società di comunicazione di Cape Town che opera nella realizzazione di branded content) e una borsa di studio di 5.000 euro.

Afro De Falco, regista napoletano, classe 1983, con il corto “Maria” - storia di una maternità a lungo desiderata (di cui un frame nell’immagine) - ha vinto il secondo premio: un internship nella sede di Casta Diva Pictures di Milano e la possibilità di realizzare un video sulla vita di un ricercatore di Fondazione Umberto Veronesi, con un budget di produzione di 15.000 euro.

Il concorso vede la collaborazione di Fondazione Umberto Veronesi (con il progetto Pink is Good, a sostegno della ricerca scientifica e della prevenzione del tumore al seno), Casta Diva Pictures e Zooppa, community creativa dedicata ai contenuti user-generated.

I due film, e altri corti che hanno preso parte al contest, saranno messi in onda a partire da fine febbraio su QVC Italia.

«Questo progetto rappresenta un mix di valori che sono l’essenza della nostra realtà - spiega Paolo Penati, a.d. di QVC Italia.- Abbiamo pensato che fosse una scelta vincente unire la volontà di aiutare talenti emergenti insieme all’impegno costante per sostenere cause importanti come la ricerca contro il tumore al seno.  È nato così il primo concorso dedicato ai videomaker».

«L’idea avuta da QVC di indire un concorso e premiare il miglior videomaker è stata una scelta innovativa - ha sottolineato Anna Guatri, responsabile CSR della Fondazione Umberto Veronesi - per raccontare la vita dei ricercatori a un ampio pubblico, che spesso non riesce a cogliere a fondo con quanto impegno e  dedizione questi giovani vivono il proprio lavoro a favore di tutti noi» .

 

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