possibile «qualche novità interessante»

Frida Giannini: «Pronta a rimettermi in gioco»

Milan Vukmirovic

Sono passati poco più di quattro anni da quando Frida Giannini è uscita da Gucci insieme al marito, Patrizio di Marco, allora a.d. della griffe.

È seguito un lungo periodo di silenzio, in cui la stilista ha preferito stare lontana dai riflettori, anche perché la figlia Greta ha dovuto superare una malattia neurologica, non molto tempo dopo che Frida aveva sconfitto un tumore.

Nel frattempo, Patrizio di Marco - una volta chiusa la clausola di non concorrenza con la casa madre di Gucci, il Gruppo Kering - ha riallacciato il legame con il mondo del lusso, come consulente e membro di consigli di amministrazione. Risale allo scorso settembre la sua nomina a presidente del cda di Golden Goose, al posto di Marco De Benedetti.

In una lunga intervista a Giulia Crivelli de Il Sole 24 Ore, la fashion designer parla a cuore aperto della sua vita dopo quella che definisce una «carriera-lampo» in Gucci, partita nel 2002 quando Frida, a nemmeno 30 anni di età, chiude una collaborazione con Fendi per mettere il proprio talento al servizio del marchio della doppia G, dove rimane per circa 13 anni.

«Oggi - dice - capisco che non era una cosa così normale essere al vertice di un marchio tanto importante per il made in Italy e in un momento delicato per l'azienda, che stava cambiando pelle insieme all'intera industria della moda e del lusso».

È seguita una fase in cui Frida Giannini è stata «alla finestra», anche perché la priorità era che la piccola Greta tornasse in salute.

«Ora che siamo fuori dal tunnel - spiega - mi rendo conto che questa pausa mi ha arricchita. Ho continuato tra l'altro a osservare il mondo che amo, quello della moda, con una lucidità e una serenità che in passato, per definizione, non potevo avere».

«Adesso - aggiunge - forse lo amo ancora più di prima e la cosa che mi manca davvero è poter lavorare con una squadra di persone che hanno la mia stessa passione. Mi mancano il dialogo, il confronto, l'entusiasmo che cresce intorno a un progetto condiviso».

Da queste affermazioni all'intenzione reale di tornare in sella il passo pare sia davvero breve. «È possibile che quest'anno ci sia qualche novità interessante», si sbilancia Giannini, anche se tiene a precisare che «se rientrerò nell'industria della moda, preferirei farlo con un incarico meno totalizzante di quello che avevo in Gucci».

Di offerte in questi anni ne ha ricevute tante: «Alcune le ho scartate a priori, altre le ho valutate». Un'avvisaglia della sua probabile rentrée è stata la realizzazione lo scorso dicembre di una linea di pull natalizi per Ovs a favore di Save The Children, di cui lei è un'attiva sostenitrice, dopo che ai tempi della sua direzione creativa di Gucci ha supportato l'Unicef e numerosi progetti charity.

Frida Giannini conferma nell'intervista la passione per griffe come Prada e Dior, essendo anche amica di Maria Grazia Chiuri, creative director di questo brand e autrice del suo abito da sposa insieme a Pierpaolo Piccioli, ai tempi in cui Chiuri e Piccioli erano insieme da Valentino.

Sulla moda in generale esprime un giudizio lapidario: «C'è sempre stato un andamento a cicli. Forse quello dell'estetica del brutto sta per finire».

a.b.
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