16 minuti di applausi per il presidente della repubblica

Alla Tosca, più che le celebrity, è Mattarella la vera star

Trionfo per la Prima della Tosca alla Scala il 7 dicembre, con standing ovation e 15 minuti di applausi per l’opera di Giacomo Puccini diretta dal maestro Chailly, con la regia di Davide Livermore, che ha inaugurato il cartellone della stagione lirica. Protagonisti in palcoscenico la soprano Anna Netrebko (Floria Tosca), il tenore Francesco Meli (Mario Cavaradossi) e il baritono Luca Salsi (il barone Scarpia).

Non è stata una Prima particolarmente piena di star e celebrity, è vero, ma certamente ha sfoggiato un parterre di primedonne che hanno brillato di luce propria, proprio come Tosca, mostrando un'eleganza raffinata fatta di mantelli intriganti, ispirati all’epoca in cui si svolge l’opera pucciniana, cappotti vestaglia con lavorazioni e decori usciti dalle mani di artigiani superlativi, scollature generose e mai volgari, ma soprattutto tessuti preziosi, come il velluto.

Chiara Bazoli, sorridente a fianco del sindaco Sala, ha scelto il nero firmato Armani. Lo stilista ha vestito, tra gli altri, anche il ministro Franceschini e Michela Di Biase, Francesca Barra, Claudio Santamaria e Greta Ferro, mentre Vittoria Puccini, Marracash ed Elodie hanno scelto Etro, come del resto anche Davide Livermore. Sotto i riflettori, tra gli altri, anche Marpessa e Natasha Poonwalla in Dolce&Gabbana, che si sono fatte immortalare insieme ai due stilisti, ormai di casa al Teatro, dove venerdì scorso ha sfilato la loro collezione di Alta Moda.

Ma a catalizzare l'attenzione è stato il presidente Sergio Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura, che ha ricevuto 16 minuti di applausi. Successivamente, al termine dell’omaggio alla compagnia di canto, alcuni spettatori si sono voltati verso il palco d’onore gridando «Presidente grazie», ed è così partita una nuova ovazione rivolta al Capo dello Stato.

In platea e nei palchi i senatori a vita Liliana Segre e Mario Monti, il presidente del Senato della Repubblica Elisabetta Alberti Casellati, il procuratore Capo di Milano Francesco Greco, l'onorevole Maria Elena Boschi, il governatore della Lombardia Attilio Fontana, il presidente di Generali Gabriele Galateri di Genola con la moglie Evelina Christillin, il rettore della Bocconi Gianmario Verona, la danzatrice Carla Fracci, l’artista Patti Smith accompagnata dalla figlia Jesse.

Oltre la mondanità, vale la pena ricordare come è nata l'opera pucciniana: il libretto, steso dai fidati Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, fu tratto dall’omonima pièce del drammaturgo francese Victorien Sardou, rappresentata a Parigi nel 1887, che Puccini ebbe l’occasione di veder recitata da Sarah Bernhardt a Milano e Torino nel febbraio-marzo 1889.

Già in quell’anno il compositore aveva espresso il proprio interesse per il soggetto, fino a iniziare a lavorarci, non senza qualche problema, tra l’estate 1895 e ottobre 1899, fino all’esordio del 14 gennaio 1900 al Teatro Costanzi di Roma.

Da allora la vicenda d’amore e di morte intrecciata al contesto politico tardo settecentesco della restaurazione papale ha letteralmente dilagato, spopolando sui palcoscenici italiani ed internazionali.

Il maestro Chailly, grande interprete e studioso delle partiture pucciniane, ha riportato la Tosca in apertura di cartellone del Teatro alla Scala, partendo dalla decisione di eseguire in toto la nuovissima edizione critica di Roger Parker (nella foto, il Palco Reale della Scala la sera della Prima: da sinistra, Elisabetta Alberti Casellati, Sergio e Laura Mattarella, Giuseppe Sala e la compagna Chiara Bazoli, ph. Brescia e Amisano, courtesy Teatro alla Scala).

a.c.

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