+27% la crescita del brand

Tom Dixon omaggia il Salone del Mobile con “24 Ore a Milano”

Il Salone del Mobile non c’è ma questa settimana sono tante le iniziative in tema, per lo più digitali, ideate dai grandi nomi del design italiano ed estero. Tra questi Tom Dixon, che oggi ha organizzato “24 Ore a Milano”:  una serie di appuntamenti digital per celebrare la città e il salone. Tra gli ospiti che si alternano figurano l’analista del settore lusso di Bernstein, Luca Solca, Angela Missoni, alla direzione creativa del marchio di famiglia, l’archistar Stefano Boeri, Rossana Orlandi, che dà il nome alla nota galleria milanese del design, Emanuele Farneti, direttore di Vogue Italia e Architectural Digest Italia e Gilda Bojardi editor di Interni.

Purtroppo non sarà possibile incontrare fisicamente il designer Tom Dixon: bisognerà accontentarsi del suo ologramma, che appare in alcune location della città insieme ad altri esponenti del settore, come pure della moda, della musica, dell’arte e dei media. Con la tecnologia, dagli uffici londinesi in King’s cross Dixon farà una riflessione sui pezzi chiave portati negli ultimi 17 anni di salone.  

«Aprile - dice il designer - per molti è solo un mese come gli altri, forse l’inizio della primavera, ma per chiunque si interessi di design è sempre stato il vero inizio dell’anno che parte con l’attesa, paventata, esilarante visita a Milano, assoluto epicentro del design e inizio di tutte le avventure».

«Un anno fa - prosegue - da lontano si faticava a capire l’entità della sofferenza umana, dell’impatto devastante culturale e finanziario che la pandemia aveva in Italia. Presto ci siamo ritrovati tutti in situazioni simili e abbiamo capito che i nostri piani sarebbero stati sconvolti. Impossibile allora immaginare che, un anno dopo, sarebbe stato ancora difficile ritrovarci tutti nel nostro posto preferito, per mostrare nuovi prodotti, discutere e scambiare idee».

«Sarebbe troppo facile - sottolinea - rimanere in modalità ibernazione ancora un po’, ignorare il calendario e cedere alla minaccia del virus. Ci siamo chiesti: cosa possiamo fare? Non possiamo farci bloccare dal Covid, così abbiamo sperimentato altri modi di interagire con i partner, clienti e amici. Con la tecnologia digitale, incontri 1:1 e ogni altro strumento a nostra disposizione possiamo comunque essere presenti e attivi».

«Era impossibile per noi non mandare un abbraccio alla Milano, che amiamo, e al Salone del Mobile, nella data esatta in cui avrebbe aperto la sua 60esima edizione - aggiunge il ceo Hans Hoegstedt, ex Miroglio -. Ci fa piacere ringraziare tutti coloro che hanno scelto di unirsi a noi in questo omaggio e contribuito a rendere questo un giorno speciale, per ognuno dei fan del design al mondo».

In occasione di questo appuntamento milanese, Dixon ha deciso di lanciare due nuove proposte: il maxi-lampadario Burst, composto da 12 sfere e ispirato alle strutture molecolari (nella foto) e la seduta Hydro, realizzata in collaborazione con Hydro, uno dei maggiori produttori al mondo di alluminio. Per entrambi è stato messo a punto un'allestimento virtuale rispettivamente presso Palazzo Mondadori (realizzato a Segrate dall’architetto Oscar Niemeyer) e la chiesa di San Nicolao della Flue, nel quartiere Forlanini.

Fondato nel 2002, il marchio Tom Dixon sta beneficiando del boom del mercato dell’arredo. Come rileva Hoegstedt, nel secondo semestre del 2020 la crescita è stata del 27%, nonostante la pandemia e le sfide della Brexit. Stati Uniti e Nord Europa vivono un'accelerazione del mercato residenziale, innescata dai bassi tassi di interesse sui mutui. Inoltre crescono le ristrutturazioni, il fai-da-te e gli acquisti via Internet (+80% circa a fine 2020). Il business online di Tom Dixon è arrivato al 41% in Europa, sostenuto dal +120% realizzato con Beut, uno dei maggiori e-commerce di lifestyle del Regno Unito.

L'analista Luca Solca è positivo sul segmento arredo e illuminazione: attualmente la spesa nel mondo è più bassa del 61% rispetto ai beni di lusso personali (84% in Giappone e Cina). La crescita dell’export di arredi di lusso pre-pandemia era già incoraggiante: +277% quello dall’Italia alla Cina negli ultimi cinque anni. 

e.f.
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