550mila euro per 55 borse di studio

Otb Foundation investe sull’empowerment femminile con i Brave Women Award

L’empowerment femminile sempre più nel mirino di Otb Foundation. Dopo il successo dell’edizione 2022, si ampliano gli orizzonti del progetto, che mira a formare la classe dirigente del futuro, grazie a un network di collaborazioni con cinque università pubbliche e private italiane. L’iniziativa prevede uno stanziamento di 550mila euro per 55 borse di studio.

Alla Università Bocconi si aggiungono dunque, per l’anno accademico 2023-2024, l’Università Luiss Guido Carli di Roma, l’Università Alma Mater di Bologna, l’Università degli Studi di Padova e l’Università Ca' Foscari di Venezia.

Cinque atenei che daranno il loro contributo nel progetto mirato a sostenere il percorso universitario di studentesse meritevoli, con l’obiettivo di formare una nuova generazione di donne che in futuro potranno guidare il nostro Paese e le sue aziende, come sottolinea una nota.

Le università selezioneranno dunque studentesse fortemente motivate a diventare leader del futuro, meritevoli per curriculum scolastico e aventi i requisiti necessari per usufruire di un aiuto economico, le quali riceveranno il finanziamento della Fondazione per i costi del biennio magistrale.

Si tratta di Master of Science in Economia e Pubblica Amministrazione, corsi che consentiranno loro di entrare nel mondo del lavoro, mettendole in condizione di raggiungere ruoli apicali, dalla presenza nei consigli di amministrazione alle posizioni di ceo.

«Permettendo a più ragazze di accedere a un più alto livello di formazione, creiamo i presupposti per entrare in settori a oggi a limitata presenza femminile. L’obiettivo ultimo è quello di valorizzare la diversità di genere a pari trattamento economico. Donne e uomini sono diversi e queste differenze e complementarità portano valore aggiunto a qualsiasi tavolo», è il commento di Arianna Alessi, vicepresidente della Fondazione Otb (foto sotto).

Alessi ha ricordato inoltre che, tutte le ragazze coinvolte nel progetto potranno a loro volta attivare, appena ne avranno la possibilità, «una borsa studio per altre giovani donne che vorranno seguirne i passi, così da creare un circolo virtuoso di continua emancipazione».

Emblematici i dati dell’ultimo rapporto Istat sui livelli di istruzione e occupazionali relativi al 2021, da cui risulta che, nonostante in Italia la quota di donne laureate superi quella maschile (23,1% contro il 16,8%), l’iniziale vantaggio in termini di istruzione più elevata non si traduce nella conquista di posti di lavoro, anzi. Il tasso di occupazione femminile è infatti inferiore a quello maschile (55,7% contro il 68,5% della media europea).

Non va meglio per quanto riguarda gli stipendi. Secondo l’Istat le donne percepiscono mediamente una retribuzione inferiore a quella maschile (tra il 74% e il 77% in meno).

«Dobbiamo impegnarci tutti per rendere la nostra società realmente aperta e inclusiva e riattivare così la mobilità sociale. Dobbiamo farlo lavorando insieme istituzioni, aziende e università. La partnership con Otb Foundation è un esempio virtuoso di quello che si può fare a favore dell’empowerment femminile», è il commento di Francesco Billari, rettore di Università Bocconi.

Daniela Mapelli, rettrice dell’Università di Padova, ha affermato: «Sappiamo quanto eradicare le disuguaglianze di genere in ambito lavorativo, sia a livello di retribuzione che di occupazione di posti apicali, sia un processo lungo, che prevede prima di tutto un deciso cambiamento culturale. Ma, e lo posso testimoniare anche con la mia elezione a rettrice, prima donna in ottocento anni di storia dell’Università di Padova, stiamo cominciando a scalfire quel tetto di cristallo che puntiamo a sgretolare sempre più. Una strada che stiamo e continueremo a percorrere, come dimostra, ad esempio, il dato sempre in crescita di donne iscritte a corsi Stem, che nel nostro ateneo arriva oggi a quota 32».

c.me.
stats