A circa tre anni dalla scomparsa del leggendario couturier

Maison Alaïa arruola Pieter Mulier come direttore creativo

A oltre tre anni dalla scomparsa del leggendario couturier, Maison Alaïa ha trovato l'erede di Azzedine Alaïa: direttore creativo del brand sarà Pieter Mulier.

Un nome conosciuto nel fashion system, visto che è stato il braccio destro di Raf Simons per quasi due decenni.

Dopo il diploma all’Institut Supérieur d'Architecture Saint-Luc di Bruxelles, Mulier ha infatti iniziato la sua carriera nella moda ad Anversa lavorando con Simons per il menswear, ampliando le sue competenze nel womenswear quando lo stilista si è spostato da Jil Sander. Successivamente lo ha seguito da Dior e da Calvin Klein, dove Mulier ha ottenuto il ruolo di design director.

Il creativo è già pronto per trasferirsi a Parigi, dove inizierà a lavorare per la sua prima collezione Alaïa, che sarà svelata con la Spring-Summer 2022.

«È  un sogno assoluto», ha commentato Mulier, aggiungendo che la visione di Azzedine Alaïa, sempre in anticipo sui tempi e aperta a tutte le arti, ha rappresentato una costante fonte di ispirazione per lui.

«Non vedo l'ora di incontrare i preziosi clienti e amici di Alaïa, così come la Fondazione Alaïa, e di dare forma insieme al futuro di questa leggendaria maison».

Per Richemont, che controlla il brand dal 2007, la scelta di un direttore creativo non è stata facile, considerata l’eredità lasciata da uno stilista della levatura di Azzedine Alaïa, scomparso nel novembre del 2017 a 78 anni.

«Questa nomina – ha commentato la ceo del marchio Myriam Serrano - segna l'inizio di un nuovo importante capitolo per la nostra maison, mentre cerchiamo insieme di portare i valori fondamentali e lo stile distintivo di Alaïa nel futuro».

«Pieter si distingue per un notevole talento tecnico e devozione per il mestiere, un occhio acuto per la costruzione e la sensibilità per una bellezza senza tempo che è profondamente radicata nell'approccio creativo della nostra casa di moda», ha aggiunto, lodandone anche «l'acume, la generosità e l'umanità».

a.t.
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