A Milano un orto urbano al Base

Timberland sempre più green: 50 milioni di alberi entro il 2025

Timberland spinge l'acceleratore sulla sostenibilità e non solo sul prodotto. Entro il 2020 il 100% del cotone impiegato arriverà da coltivazioni biologiche, mentre per le calzature si scommette sempre più sull'upcycling. In arrivo anche una colab con Public School. Nel mirino campagne destinate alla salvaguardia della natura e all'impegno nel sociale. E il 16 ottobre arriva al Base di Milano  Milano il progetto Urban Greening.

 

L'iniziativa Urban Greening approda a Milano in concomitanza con altre città europee già impegnate sul tema, e si concretizza in una collaborazione con il Base, polo culturale nella zona Tortona della città, che si trasforma fino al prossimo agosto in un orto urbano dedicato alla comunità, grazie anche al sostegno di Cascina Bollate, cooperativa fondata nel 2007 dalla casa di reclusione di Milano-Bollate. Un polo verde che accoglierà iniziative e interventi sul tema dell'ecologia nel corso del mese di ottobre, con tre sabati consecutivi di appuntamenti, talk e workshop.

 

Urban Greening fa parte di un progetto più ampio che comprende anche la campagna Nature Needs Heroes, appena lanciata, che grazie all'impegno condiviso dei leader globali nel campo della sostenibilità invita i consumatori di tutto il mondo a dare il proprio contributo alla salvaguardia del pianeta.

 

Tra i focus del brand ci sono anche il Tree Planting, l'impegno a piantare 50 milioni di alberi entro il 2025 a livello globale, partendo da Haiti, Cina, Repubblica Dominicana, Stati Uniti, Tanzania e Mali, e il Great Green Wall, un'iniziativa promossa dalla comunità africana che punta a piantare 8mila alberi in tutto il continente per fronteggiare cambiamenti climatici, siccità, carestia e migrazione di massa.

 

In parallelo il prodotto si inoltra sempre più nel terreno della sostenibilità. Entro il 2020 il 100% del cotone utilizzato per realizzare i capi di abbigliamento Timberland dovrà provenire da coltivazioni biologiche, statunitensi o certificate Better Cotton Initiative.

 

Il 69% delle calzature Timberland fornite nel 2018 comprendeva componenti, come tomaie, rivestimenti interni, suole, con almeno il 10% di contenuto riciclato, biologico o rinnovabile (Ror). L’azienda si sta impegnando per raggiungere l’obiettivo del 100% entro il 2020, chiedendo che tutte le nuove calzature comprendano materiali Ror e rivedendo le sue collezioni classiche. 

 

Nel 2018 Timberland ha utilizzato più di 325mila chili di Pet riciclato (la principale fonte di materiali Ror del brand) per produrre le sue scarpe. Ad oggi ha riciclato più di 345 milioni di bottiglie di plastica che hanno trovato nuova vita nella produzione delle calzature.

 

A proposito di calzature, protagonisti della campagna Nature Needs Heroes sono i modelli della famiglia Courmayeur, tra i quali spicca lo scarponcino 6-inch per uomo e donna in pelle pieno fiore o nabuk provenienti da concerie classificate Silver o Gold dal Leather Working Group per le migliori prassi ambientali.

 

Intanto il brand lavora a una colab con Public School, marchio sempre più attento alla sostenibilità: atteso per novembre un primo lancio.

c.me.
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