il cordoglio della moda e di mario draghi

Scompare a 87 anni Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica

Si è spento questa mattina, 27 giugno, all’ospedale San Raffaele di Milano Leonardo del Vecchio, fondatore di Luxottica e presidente di EssilorLuxottica, colosso nel mondo dell’ottica. Aveva compiuto da poco 87 anni. 

I primi passi nel mondo dell’occhialeria risalgono al 1958, l'inizio di un percorso in ascesa verso la creazione di una realtà che oggi annovera tra le licenze nomi come Giorgio ArmaniBurberryBulgariChanelDolce&Gabbana, oltre ai marchi propri tra cui Ray-Ban, acquisito nel 1999 dalla multinazionale Bausch&Lomb, o Oakley, rilevato otto anni dopo.

Azionista tra l’altro di MediobancaGenerali e Convivio, era il secondo uomo più ricco d’Italia, con un patrimonio stimato di 25 miliardi di euro, tramite la holding di famiglia Delfin

Cavaliere del Lavoro dal 1986, tre lauree e due master honoris causa, Del Vecchio ha costruito da solo un impero, partendo da un’infanzia tutt’altro che facile. 

Nato a Milano nel 1935 da genitori emigrati dalla Puglia, era l’ultimo di quattro fratelli. Suo padre morì poco prima della sua nascita e la madre decise di affidarlo al collegio dei Martinitt, dove rimase fino alla fine della scuola media, quando entrò a lavorare come garzone in una fabbrica di medaglie e coppe.

Un uomo teso sempre al miglioramento («Voglio essere il più bravo in tutto quello che faccio», aveva dichiarato), Del Vecchio lavorava di giorno e frequentava i corsi serali all’Accademia di Brera.

Nel 1958 si trasferì ad Agordo, in provincia di Belluno, dove aprì una bottega specializzata nella produzione di montature per occhiali. Nel 1961 il grande passo: nasce Luxottica, con all’attivo 14 dipendenti. Il primo step verso un futuro di grandi successi, che lo porteranno a diventare uno dei maggiori imprenditori d’Italia e di tutto il mondo. 

È datata 2017 la fusione con Essilor, risultato di un’operazione da 50 miliardi di euro, che ha visto la nascita di un colosso nel settore dell’ottica da oltre 21 miliardi, con più 80 miliardi di capitalizzazione. Una realtà quotata sul mercato Euronext Paris, che oggi impiega 180 mila dipendenti, con 18mila negozi e quasi mezzo milione di punti vendita clienti.

A inizio maggio Mark Zuckerberg, in visita in Italia, lo aveva incontrato per parlare dello sviluppo degli smart glasses e di altri device, postando su Instagram (nella foto sotto) un'immagine di se stesso con Del Vecchio, alle prese con il prototipo di un braccialetto high tech con interfaccia neurale Emg.



Fra i tantissimi messaggi di cordoglio, quello di Mario Draghi: «È stato un grande italiano - si legge in una nota di Palazzo Chigi - che ha portato la comunità di Agordo e il Paese intero al centro del mondo dell'innovazione. Alla famiglia le condoglianze di tutto il Governo e mie personali».

Anche il mondo della moda lo ricorda con commozione. Giorgio Armani lo definisce «in primo luogo un amico, con il quale ho condiviso una lunga e pionieristica avventura professionale. Insieme abbiamo inventato un fenomeno che non esisteva. Di Leonardo ricorderò sempre il modo diretto di comunicare, la concretezza, la lealtà».

«Ci ha lasciato un genio, un visionario, un italiano che era un’ispirazione per tutti. Grazie Leonardo per averci insegnato tantissimo», è il commento di Donatella e Allegra Versace.

«Il mondo dell’occhialeria perde l’uomo che per primo ha intuito le potenzialità di un oggetto che, da protesi medicale, si è trasformato in accessorio di moda irrinunciabile: una rivoluzione copernicana del settore», afferma il presidente di Anfao/Mido Giovanni Vitaloni a nome di tutto il cda.

«È stato un visionario - prosegue - il primo in Italia nel mondo imprenditoriale a riconoscere nel mercato americano un grande sbocco commerciale, cogliendo opportunità di espansione prima direttamente attraverso la sua azienda, poi con importanti acquisizioni. È stato pioniere in Italia sui temi del welfare aziendale e ha saputo innovare, aprendo la strada a un sistema di relazioni industriali partecipate, attente ai bisogni dei propri dipendenti. Il nostro Paese farà a meno di una guida, un imprenditore e un uomo straordinario». 

c.me.
stats