CEO ROUNDTABLE ON CORPORATE INNOVATION

Borgonovo (Tinext) e Righetti (Hyphen-Italia): dietro le quinte del cambiamento

Ugo De Berti

Sul palco della Ceo Roundtable on Corporate Innovation anche le testimonianze di chi lavora lontano dai riflettori, ma ha un ruolo chiave nei nuovi scenari e nelle nuove modalità con cui i marchi devono rapportarsi con i clienti.

Daniele Borgonovo (a sinistra), ha parlato a nome di Tinext, digital experience sales provider che dal 2001 a oggi ha contribuito all'affermazione digitale di oltre 500 clienti internazionali, con Whirlpool e Acqua di Parma ultimi in ordine di tempo. «L'esigenza di personalizzazione dei messaggi e delle strategie domina il mercato - ha detto - ed è per questo che occorrono strumenti efficaci per cavalcare questa ondata di rinnovamento».

«Intelligenza artificiale e machine learning sono strumenti indispensabili per segmentare al meglio l'offerta e conoscere da vicino il consumatore - ha precisato - non più classificato secondo categorie generiche, come il sesso o l'età, ma inquadrato come un unicum grazie alle informazioni raccolte sui touchpoint, i social, i siti, gli store fisici e virtuali. Con Acqua di Parma siamo all'inizio di un percorso e con Whirlpool abbiamo già raggiunto un risultato notevole, avendo più che duplicato le vendite online in un ambito, quello degli elettrodomestici, che non è certo cool come quello della moda».

Stefano Righetti (a destra), ceo di Hyphen Italia, ha spostato l'attenzione sull'importanza dell'identità digitale del prodotto, portando alla ribalta la case history di questa azienda che progetta, sviluppa e implementa soluzioni informatiche a supporto dei processi di comunicazione, promozione e vendita multicanale. «Siamo partiti a fine anni Novanta, all'insegna di un legame forte con la carta stampata - ha raccontato - e ora siamo una software house che affronta tre settori, ossia la consulenza, l'area applicativa e, da circa dieci anni, la digitalizzazione del prodotto attraverso il processo fotografico».

Un aspetto, quest'ultimo, che spesso viene liquidato come artistico «ma che in realtà è profondamente industriale - ha precisato Righetti - perché come si suol dire, "No foto, no business" e i formati richiesti sono sempre più personalizzati e interattivi».

«Oggi - ha concluso il manager - solo il 20% dell'assortimento viene digitalizzato e invece dovrebbe essere il 100%. La digital supply chain e la product supply chain devono essere perfettamente sincronizzate e questo non sempre accade».

Bisogna informarsi di più su questi aspetti e colmare i gap ancora esistenti: «Per questo che in azienda abbiamo introdotto da due anni a questa parte eventi one to one, in cui mettiamo a disposizione dei nostri interlocutori tutto il nostro know how, così da gettare le basi per progetti di cambiamento».  


a.b.
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