Ceo Roundtable on Corporate Innovation

Fashion Innovation Award: la call to digitalization di Carlo Terreni (Loomish)

Ugo De Berti

Dare visibilità a startup focalizzate su intelligenza artificiale e machine learning avanzato, per dare risposte mirate alle aziende della moda nel loro percorso di digitalizzazione. Carlo Terreni (fondatore di Loomish, società svizzera di investment management, e general director di NetComm Suisse Association) ha presentato alla Ceo Roundtable il tema del prossimo Fashion Innovation Award.

 

Una call to innovation, in un momento in cui le imprese entrano nella fase due della digitalizzazione. Come ha spiegato Terreni, «in un certo senso l'e-commerce è già vecchio, perché ora è il momento della trasformazione digitale dell'impresa e del suo modello di business».

 

«Nel 2012, quando si iniziava a parlare di e-commerce - ha aggiunto Terreni - le realtà di moda cercavano soluzioni in outsourcing. Oggi, invece, è il momento dell'internalizzazione e dello sviluppo interno delle performance. Basti pensare che da Vf ci sono 150 persone che si occupano di e-commerce, da Guess sono 45 e oggi finalmente anche gli amministratori delle aziende sanno il significato di "conversion rate", cosa impensabile fino a due anni fa».

 

Si fanno dunque sempre più avanti nuovi modelli per fare quello che da 30 anni affrontiamo nello stesso modo: «Se guardiamo come funziona da Hugo Boss un software di prototipizzazione in 3D in Ticino, dove ci sono cinque persone dedicate, si capisce come può cambiare il processo aziendale».

 

Intanto si assiste sempre più alla tendenza da parte delle aziende di moda di acquisire specialisti in tecnologia, per rivoluzionare i loro processi e le loro strategie.

 

Si spiega così la scelta del tema del Fashion Innovation Award 2019, promosso da Loomish, in collaborazione con Google, Bally e Nextbit, che culminerà il 31 marzo prossimo con il pitch e la cerimonia di premiazione, in occasione della Fashion Innovation Week.

 

Un'iniziativa di Loomish, società di investment management con sede a Lugano, specializzata in lifestyle tech, con un focus specifico su moda, cibo, viaggi e design. Un polo dove il mondo della finanza che fa capo alla Svizzera si confronta con la creatività e le logiche del made in Italy, per far sì che queste due realtà possano sposare l'innovazione anche grazie al potere della finanza.

 

«Siamo partiti con un hub di 1.000 metri quadri, che in tre settimane è stato fully booked. Ora pensiamo di aprirne uno da 3.200 metri quadri per connettere le comunità digitali con le realtà della moda. Lo stiamo facendo in Svizzera, perché per fare trasformazione digitale ci vogliono capitali e in Svizzera ce ne sono molti, spesso anche italiani» ha anticipato il manager.

 

«Mi sono reso conto - ha aggiunto - che in questo momento i fondi guardano con estremo interesse alla nostra industria».

 

Il percorso che porterà alla premiazione del prossimo marzo è partito già dallo scorso marzo, con la selezione di startup focalizzate su soluzioni di artificial intelligence e machine learning applicabili al mondo della moda, da sottoporre all'attenzione di una giuria di investitori, top manager e decision maker delle industrie leader della moda.

c.me.
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