Ceo Roundtable on corporate innovation

Maggio (Moschino): «Designer, ascoltate con umiltà il mercato»

Ugo De Berti

Il digital cambia il modo di comunicare e l’approccio creativo. Ne è convinto il direttore generale di Moschino, Gabriele Maggio intervenuto alla tavola rotonda della Ceo Roundtable sul tema "Tra digital e design: vincere puntando al consumatore".

«Moschino è da sempre un marchio di rottura: interagire attraverso le tecnologie digitali, specie con Millennials e Generazione Z, e anticipare la sensazione del mercato è fondamentale per noi», ha detto.

Per Moschino anche la sfilata non è più un semplice evento fisico, bensì un'occasione per creare contenuti digitali e uno storytelling, da veicolare attraverso i social e il sito online ufficiale.

«Il fashion show è il momento che cattura la maggiore attenzione - ha spiegato Maggio - ma ormai il concetto di stagionalità non esiste più, perché ci sono altre modalità per comunicare come le capsule collection, le edizioni limitate, le collaborazioni…».

«Tuttavia - ha aggiunto - è necessaria una strategia chiara, dove i contenuti siano coerenti con il marchio».

Al di là delle nuove tecnologie, la strategia di base del marchio Moschino è quella di sempre: «Realizziamo un prodotto non necessario, per cui dobbiamo creare l’aspettativa, il desiderio, attraverso un messaggio chiaro».

Il digital sta cambiando anche il modo di lavorare dei designer. «Devono ascoltare con umiltà il mercato e far partire il processo creativo dall’evoluzione sociale e culturale - ha spiegato il manager, ex Gucci, Bottega Veneta e Armani -. Il canale online dà visibilità immediata a tutto: si parla al mondo e il mondo va studiato. 20-30 anni fa il creativo era colui che dettava le tendenze ma oggi ha a che fare con un mercato di dimensioni più vaste, che deve saper ascoltare».

Parlando di strategie future e di cambiamento, Maggio ha spiegato che l'azienda sta puntando alla riorganizzazione interna, per assicurarsi trasformazioni più continue e frequenti. «L’idea - ha concluso - è reclutare culture e mentalità più giovani, in grado di cambiare i processi organizzativi, rendendoli più dinamici e flessibili».

e.f.
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