COINVOLTI 50 DIPENDENTI

Tagli di personale per Victoria’s Secret: dopo 16 anni se ne va anche Holt

Continuano le turbolenze da Victoria’s Secret. Mentre il brand di lingerie sta cercando di raddrizzare la rotta per contrastare performance finanziarie tutt’altro che brillanti e ridefinire il suo posizionamento in chiave più inclusiva, la casa madre L Brands è arrivata nella sede centrale di Columbus (Ohio) e ha tagliato il 15% del personale, dai dirigenti senior ai membri junior dello staff.

A lasciare gli uffici è stata tra gli altri April Holt, vice president of stores and store operations, che dopo 16 anni ha detto addio alla società «per motivi familiari». A rimpiazzarla, finché non verrà trovato un sostituto, sarà Becky Kritek-Behringer, vice president senior store operations.

«Oggi abbiamo annunciato nuove posizioni di leadership e cambiamenti organizzativi che ci aiutano a semplificare il business, in modo da diventare più agili», ha commentato a margine un portavoce di L Brands.

Anche se le dimissioni della manager non sono ufficialmente correlate all’operazione di razionalizzazione messa in atto dai vertici, sta di fatto che si tratta del terzo pezzo grosso fuoriuscito dall’azienda nel giro di un anno.

A fine 2018 se n’era andato all’improvviso la ceo Jan Singer – poltrona occupata subito dopo da John Mehas, ex Tory Burch – e all’inizio di quest’anno ha lasciato il proprio posto un veterano come Edward Razek, presente in azienda dal 1983 e soprattutto artefice del format degli "Angeli", che ha difeso fino all'ultimo in qualità di chief marketing officer.

Del resto è proprio l’identità del brand, da sempre associata a modelli di bellezza inarrivabili e scollati dalle donne comuni, a scricchiolare. Una crisi d’immagine che si è riflessa anche nei numeri, con vendite scese del 7% a 1,61 miliardi di dollari nel secondo quarter di quest’anno: il quarto trimestre consecutivo di segno meno.

L’ultima virata nella comunicazione, con l’introduzione di un’ambassador curvy -l'americana Ali Tate Cutler, taglia 46 – secondo alcuni osservatori è stata una mossa tardiva, nel tentativo di recuperare terreno presso le consumatrici, che nella perfezione aspirazionale degli Angeli non si riconoscono più.

Guarda caso pericolante è anche la prossima edizione della sfilata di Victoria’s Secret, fino a qualche tempo fa show dal forte impatto mediatico e ora - nell’era del post #MeToo – dall’immagine appannata. L’appuntamento dovrebbe essere a novembre, ma c’è il punto di domanda: ancora in forse se si farà o meno. E, soprattutto, se sarà come l’abbiamo sempre visto.

a.t.
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