dopo frasi choc sul ponte Morandi

Benetton rompe con Toscani. Il fotografo: «Mi sento liberato»

Non sono bastate le scuse di Oliviero Toscani ai parenti delle vittime per porre fine alla polemica scoppiata dopo che, a proposito della discussa visita dei leader delle Sardine alla Fabrica dei Benetton, il fotografo aveva detto in diretta Tv «A chi interessa che caschi un ponte?».

Il gruppo Benetton, accusato di responsabilità nella tragedia del Ponte Morandi in quanto primo azionista di Atlantia, la holding che controlla Autostrade per l'Italia, non si è limitato a dissociarsi dalle affermazioni di Toscani, ma ha adottato un provvedimento ben più pesante, comunicando in una nota di «prendere atto dell'impossibilità di continuare un rapporto di collaborazione» che, se pur a intermittenza, durava da anni.

La replica del fotografo al licenziamento in tronco non ha tardato ad arrivare: «Mi sento benissimo, mi sono liberato della responsabilità di Autostrade allontanandomi dai Benetton. Io ero lì per fare altre cose e c'era il problema del Ponte Morandi...Ora basta, non devo più difendere nessuno, solo me stesso. Sono felice, mi sono liberato».

Per l'artefice di tante campagne Benetton tutto è nato da un fraintendimento sul piano delle comunicazione, come ribadito sui social, visto che su Twitter il fotografo aveva accennato a «parole estrapolate e confuse».

La polemica era scoppiata dopo l'intervento di Toscani alla trasmissione televisiva Un giorno da Pecora dove, interpellato sulla controversia che ha coinvolto le Sardine dopo l'incontro nella sede di Fabrica, aveva affermato: «Noi come Fabrica con Autostrade non abbiamo niente da fare. I Benetton sono azionisti di una società della quale la famiglia ha il 30%».

«Magari anche lei se ha investito è azionista e responsabile - aveva proseguito, rivolgendosi al conduttore del programma - ma a chi interessa che caschi un ponte, smettiamola!» (nella foto, Toscani insieme a Luciano Benetton).

an.bi.
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