creato un tavolo di lavoro

Camera Nazionale della Moda pubblica le linee guida sugli influencer

La Camera Nazionale della Moda, in qualità di ente che rappresenta i principali brand del settore, ha dato vita a un tavolo di lavoro per la discussione degli aspetti più rilevanti legati al rapporto tra le griffe e gli influencer, da cui è scaturito un documento.

«I marchi della moda - si legge in una nota - sono attualmente tra i maggiori utilizzatori dell’influencer marketing e si trovano a operare in un comparto che ha caratteristiche peculiari sotto il profilo relazionale, di immagine e di reputazione». «Regole applicabili a molti altri ambiti - prosegue la nota - diventano poco gestibili per gli operatori del fashion».

In particolare, l'attenzione di Cnmi si è concentrata sull'utilizzo degli hashtag #ad e #adv nei post su Instagram e sugli altri social network, «che può rivelarsi fuorviante e comunicare un messaggio errato al consumatore».

Questi hashtag possono generare eventuali fraintendimenti da parte dell'utente finale, indotto a pensare di poter sempre e comunque acquistare un prodotto, che magari è stato semplicemente regalato o prestato dalla label al personaggio famoso per un'occasione speciale, vedi la Notte degli Oscar o il Met Gala. Un aspetto che rappresenta la punta dell'iceberg di questioni più complesse.

Il documento riassume le best practice attualmente adottate dai fashion brand ed è finalizzato ad aprire un dialogo con le istituzioni, anche in vista dell’emanazione di futuri eventuali provvedimenti legislativi in materia.

In particolare, sono state individuate tre linee guida, la prima delle quali riguarda appunto quattro buone pratiche per le realtà della moda: la redazione di una policy sul comportamento che gli influencer dovrebbero tenere nella promozione dei propri prodotti; la stipula di un contratto con loro e con le agenzie che ne gestiscono l'immagine; il rinvio alla policy precedentemente citata in assenza di uno specifico contratto; e, last but not least, la condotta da adottare in caso di regali agli influencer, chiedendo a questi ultimi di postare in tal caso un contenuto specifico, contraddistinto dalla frase «Thank you (brand) for the gift ot the (product)».

La seconda parte delle linee guida comprende sei proposte da rivolgere alle istituzioni internazionali e nazionali, partendo sempre dalla questione dei regali e dei prestiti ed estendendo il focus alla definizione dell’ambito specifico di utilizzo degli hashtag #ad #adv e #sponsored, fino alle regole in caso di partecipazione agli eventi.

Infine, il documento dedica un approfondimento al dialogo tra piattaforme social e autorità, per definire strumenti da incorporare nelle piattaforme, che da un lato consentano una comunicazione trasparente al consumatore e, dall'altro, facilitino le attività di disclosure di brand e influencer.

Le linee guida non sono vincolanti: «Vogliono rappresentare uno strumento utile alle griffe - conclude il comunicato - affinché riescano ad adottare o migliorare le proprie policy, e verranno aggiornate in base alle nuove prassi o indicazioni che le autorità competenti emaneranno nel tempo» (nella foto, Chiara Ferragni vestita Prada).

a.b.
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