da maggio 2021

Paul Andrew lascia la direzione creativa di Salvatore Ferragamo

Paul Andrew lascia la Salvatore Ferragamo. Ad annunciarlo, dopo i rumors degli ultimi mesi, è l’azienda fiorentina, dove lo stilista era direttore creativo dal 2019.

Il designer aveva fatto il suo ingresso in Ferragamo nel settembre 2016 (dopo aver messo in stand by il suo omonimo marchio di calzature di lusso) come direttore delle calzature donna, ottenendo un anno dopo anche la direzione creativa della collezione femminile. Dal 2019 il suo ruolo era quello di direttore creativo globale per tutte le categorie di prodotto.

Andrew lascerà la Ferragamo a maggio 2021 «per perseguire – informa una nota - altre opportunità professionali».

«Sono stato profondamente ispirato dall'intelligenza e dalla maestria tecnica di Salvatore Ferragamo, un uomo che con il suo genio ha costruito l'azienda che oggi porta il suo nome - commenta lo stilista -. È stato un onore portare avanti e dare nuova vita alla sua eredità di design e di innovazione rivoluzionaria. Sarò sempre grato per questa opportunità, orgoglioso del lavoro che abbiamo realizzato e che mi incoraggia a continuare a creare con integrità e convinzione».

A partire dal mese prossimo la creatività e lo stile delle collezioni Ferragamo saranno affidate al team di designer interno alla casa di moda.

«Salvatore Ferragamo ringrazia Paul Andrew per la passione, l’impegno e per il contributo nel rafforzare la posizione e la visione creativa dell'azienda», ha commentato Micaela le Divelec Lemmi, a.d. di Salvatore Ferragamo.

Con l’uscita di Andrew si conclude la riorganizzazione dell'azienda. La controllante Ferragamo Finanziaria ha recentemente reso noto il nuovo board, con la conferma a ceo di Divelec Lemmi e a vicepresidente esecutivo di Michele Norsa e il passaggio della presidenza da Ferruccio Ferragamo al fratello Leonardo.

L'effetto pandemia si è tradotto per il fiscal year di Salvatore Ferragamo in un calo del 33,5% a tassi di cambio correnti (-33,4% a tassi costanti) dei ricavi, che si sono attestati a 916 milioni di euro, contro i precedenti 1,37 miliardi. Il quarto trimestre ha però segnato un recupero, contenendo il calo a un -20,4% sempre a tassi correnti.

Al 31 dicembre 2020 la rete distributiva del gruppo, composta da 644 negozi, si articolava in 395 dos e 249 monomarca operati da terzi nei canali wholesale e travel retail, nonché sulla presenza in department store e specialty store multimarca.

a.t.
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