co-fondatore di wrÅd

Matteo Ward: «La crescita infinita è incompatibile con un pianeta dalle risorse finite»

«La sostenibilità? Siamo nel mezzo di una rivoluzione sistemica che va ben oltre aspetti come il cotone organico o il nylon riciclato. Oggi il prodotto deve avere uno scopo e offrire un servizio», così Matteo Ward, co-fondatore del brand responsabile Wråd e art director della sezione di White dedicata ai progetti green, che per la prima volta lo scorso settembre è stata aperta al pubblico.

 

In un'intervista pubblicata sul numero 10 di Fashion, in uscita il 23 ottobre, il giovane imprenditore racconta: «Con Give a Fok-us puntiamo a spingere a un concreto attivismo responsabili di aziende, brand, buyer, studenti e pubblico finale. Cerchiamo di affrontare ogni tema partendo dalla presa di coscienza dello status quo e proponendo una delle risposte possibili al problema».

 

«Ma - aggiunge - sta a noi reinventare i paradigmi del sistema moda. E per fare questo è necessario aprirsi, studiare, re-immaginare, creare sinergie e sviluppare dinamiche di economia simbiotica che possono nascere solo ed esclusivamente dal confronto».

 

Secondo il giovane imprenditore il concetto di sostenibilità nel mondo della moda non esiste. «Esistono altresì modalità di produzione, di consumo e/o di approvvigionamento delle risorse più o meno responsabili nei confronti dell’ambiente e della società», puntualizza.

 

Ma il vero problema, per lui, è un altro: «Sostenibilità non può significare “strategia per garantire una crescita costante ed infinita di produzione e vendita, in linea con le aspettative del nostro nuovo target customer”. Purtroppo oggi in molte grandi aziende sento e percepisco questo. Devono cambiare quindi il mindset e lo spirito delle classi dirigenziali. La crescita infinita non è compatibile con le esigenze delle persone e delle risorse naturali che popolano un pianeta dalle risorse finite».

 

«C'è un problema di incompatibilità - chiarisce - tra il concetto stesso di sostenibilità e il sistema di produzione e di consumo in base al quale viviamo, tema che include anche la necessità di catalizzare il passaggio dall’individualismo lineare, che ha contraddistinto lo sviluppo industriale degli ultimi 60 anni, a dinamiche di produzione circolare fondate sulla collaborazione. Siamo nel vivo di una rivoluzione di sistema, una rivoluzione necessaria che va approcciata con una visione olistica, perché il prodotto deve avere un purpose che lo trascende e offrire un servizio».

 

Per l'intervista integrale rimandiamo al numero di Fashion in uscita.

 

Nella foto Matteo Ward, a destra, con i confondatori di Wråd, Victor Santiago e Silvia Giovanardi

c.me.
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