DICHIARAZIONI

Hugo Boss: il ceo Daniel Grieder pronto a fare shopping

Daniel Grieder punta in alto. Entrato ufficialmente in carica come ceo di Hugo Boss lo scorso giugno, dopo 20 anni passati nelle fila di Tommy Hilfiger, ha dichiarato che vuol far crescere la casa di moda anche per acquisizioni.

In un’intervista al tedesco Manager Magazin, l’executive ha detto di vedere opportunità in particolare nel Vecchio Continente, anche se è prematuro fare nomi.

«In Europa, a differenza degli Stati Uniti – ha precisato – non ci sono ancora grandi attori nel segmento premium».

Il manager ha invece respinto le ipotesi del possibile ingresso, nel breve termine, di nuovi investitori: «Al momento – ha chiarito – questo non è tema di discussione».

Le dichiarazioni di Grieder arrivano in una fase di recupero per Hugo Boss, che nel terzo trimestre ha registrato un rimbalzo delle vendite del +133%, salite a 629 milioni di euro (seppur con un lieve decremento del 4% rispetto al 2019), con ricavi più che raddoppiati in Europa (+130%), più che quadruplicati in America (+416%) e l'Asia Pacifico in aumento del 51%.

Lo scorso agosto il numero uno di Hugo Boss, presentando le sue nuove strategie di crescita, ha detto di puntare a «raddoppiare le vendite a 4 miliardi di euro entro il 2025 e diventare uno dei primi 100 marchi globali».

In agenda ci sono «investimenti significativi nei prodotti, nei marchi e nella dimensione digitale, per conquistare consumatori più giovani».
 
«Vogliamo diventare – aveva affermato - la principale piattaforma di moda premium a contenuto tecnologico avanzato nel mondo e, in questo contesto, rivoluzioneremo il modo in cui interagiamo con i consumatori».

Per raggiungere questi obiettivi, i pilastri sono cinque: il boost brands, il product is king, la lead in digital, il rebalance omnichannel e l'organize for growth. Senza trascurare l’impegno per la sostenibilità e un piano di implementazione per rafforzare il team.

a.t.
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