Dimezzare le emissioni di Co2 entro il 2030

Chanel: lotta al global warming con il programma Mission 1.5°

Chanel scende in campo nella lotta contro il global warming con il documento Mission 1.5°, che prevede obiettivi in sintonia con quelli stabiliti dall’Accordo di Parigi del 2015, mirato a contenere l’aumento della temperatura media globale a 1,5 gradi Celsius. Quattro gli impegni assunti dalla maison per il prossimo decennio, schierata insieme ad altre realtà leader del mondo per raggiungere il medesimo obiettivo.

Il programma Chanel Mission 1.5° vedrà l’azienda impegnata a ridurre la sua impronta di carbonio e quella della supply chain, promuovendo anche azioni al di fuori delle proprie attività commerciali per contribuire ad accelerare la transizione verso un mondo meno gravato dalle emissioni di carbonio.

Il primo goal del documento elaborato da Chanel è la riduzione dell’impronta di carbonio dell’azienda, attraverso le proprie attività e l’intera supply chain. Una decisione che implica la contrazione del 50% delle emissioni di tutte le attività entro il 2030. Il challenge comporta da parte della casa di moda una maggiore attenzione all’approvvigionamento responsabile e all’utilizzo di materie prime naturali e una revisione delle fasi di progettazione, produzione, trasporto e distribuzione dei prodotti.

Il secondo punto riguarda il passaggio completo all'elettricità rinnovabile entro il 2025. Per questa ragione la maison si è unita alla coalizione Re100, un pool di aziende convertite all’uso delle energie rinnovabili. A partire dal 2019 Chanel ha già acquistato il 41% dell'elettricità da fonti rinnovabili e prevede un aumento al 97% entro il 2021.

Un altro obiettivo è volto al bilanciamento delle emissioni di carbonio residue: da un lato l’azienda francese è focalizzata sulla decarbonizzazione delle sue attività, dall'altro agisce al di fuori della propria attività di impresa, per equilibrare le proprie emissioni residue di carbonio. Un impegno che prevede anche l’investimento su provvedimenti volti a proteggere e ripristinare foreste, mangrovie e torbiere.

Il quarto aspetto riguarda l’investimento in progetti che consentano alle comunità vulnerabili di adattarsi agli impatti del cambiamento climatico, tutelando piccoli agricoltori e imprenditori.

Per attuare questi impegni nella propria supply chain Chanel investe anche in nuove tecnologie e startup, in particolare nel campo delle materie prime e degli imballaggi, nonché nella ricerca scientifica sul clima. 

Al fine di sostenere questi progetti, la casa di moda continuerà a collaborare con soggetti esterni, altre aziende, governi e società di diversa natura. Dallo scorso settembre, per esempio, la griffe è membro del Fashion Pact, la coalizione che riunisce aziende del mondo della moda e del tessile impegnate nella salvaguardia dell’ambiente. 

c.me.
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