DOPO 14 ANNI NELLE FILA DELLA MAISON

Lanvin: Ossendrijver lascia la guida dell'uomo. Cresce ipotesi Sialelli

La tempesta non si placa per Lanvin. Arriva oggi (15 novembre) la conferma da parte di Fosun International, titolare del marchio dallo scorso febbraio, dell'addio di Lucas Ossendrijver, storico stilista della griffe con 14 anni passati al timone del menswear.

«Siamo molto grati - scrive Jean-Philippe Hecquet, ceo di Lanvin, in una nota ufficiale - per la dedizione che Lucas ha mostrato alle collezioni maschili di Lanvin per poco più di un decennio. Ha aiutato la maison a sposare un minimalismo elegante che ha evitato le tendenze, preferendo concentrarsi sull'evoluzione della propria percezione dell'uomo contemporaneo. La sua competenza tecnica e creatività nei tessuti e nelle sagome segneranno per sempre i codici di Lanvin».

Ancora top secret la nuova destinazione del creativo, che lascia la società francese per inseguire «nuove sfide»: «Ho avuto un'esperienza straordinaria - ha commentato -. Voglio ringraziare la mia squadra, i miei partner e i miei produttori, senza i quali tutto questo non sarebbe stato possibile».

Si aspettano anche conferme ufficiali riguardo al rumour che vorrebbe Bruno Sialelli (ex Loewe) come nuovo direttore creativo di Lanvin, con uomo e donna accorpati nelle sue mani: un'indiscrezione che circola ormai da oltre un mese, parallela a quelle di nomi clou come lo stesso Alber Elbaz.

In base a fonti vicine alla griffe, Sialelli (che in passato ha lavorato anche presso realtà come Paco Rabanne, Acne Studios e Balenciaga, dopo gli studi allo Studio Berçot di Parigi) starebbe negoziando con Loewe e la parent company Lvmh la risoluzione della sua clausola di non concorrenza, che gli vieta di disegnare per un brand rivale prima di un determinato periodo di tempo.

In ogni caso, resta il fatto che dopo l'uscita di scena di Lucas Ossendrijver se ne va uno degli ultimi tasselli della storica Lanvin, che da quando è rimasta orfana di Elbaz (nell'ottobre 2015) vaga pericolante alla ricerca di una sua identità.

Un cammino tortuoso, il suo, che ha visto avvicendarsi diversi protagonisti: da Bouchra Jarrar, in carica per meno di un anno e mezzo, a Olivier Lapidus, concedato dopo due stagioni.

Il gruppo cinese, che pare abbia sborsato 100 milioni di euro per accaparrarsi la maison, ha deciso di fare "pulizia" non solo nello stile, lasciando a casa Lapidus, ma anche nel business, con l'ex Nicolas Druz sostituito dal nuovo a.d. Jean-Philippe Hecquet, proveniente da Sandro, al timone dallo scorso agosto.

Ora resta il "nodo" del direttore creativo: vedremo se toccherà a Bruno Sialelli sedersi su questa poltrona che scotta.

a.t.
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