DOPO LA LETTERA AI CINESI QUELLA AGLI ITALIANI

Brunello Cucinelli: «Crisi congiunturale, in breve ricuciremo l’incertezza»

«Disse una volta Paracelso: "Vediamo le stelle, ma non per questo esse da sole costituiscono il cielo"». Inizia così la lettera inviata da Brunello Cucinelli al Corriere, in un momento cruciale di spartiacque, in cui la psicosi del virus sta lasciando il passo a una più ragionevole apprensione e il sistema raccoglie forze e fiducia per superare la grave impasse.

Dopo aver pubblicato, sempre dalle colonne del quotidiano milanese, dei pensieri di conforto ai cinesi nelle scorse settimane, l’imprenditore umbro si rivolge ora al nostro Paese, incoraggiando il mondo dell’impresa e non solo, provato dall’emergenza sanitaria: «Gli scienziati – scrive - in diverse parti del mondo concordano, hanno accertato la misura governabile del virus, si sono espressi in tal senso alcuni dei più grandi di essi. I governi dei diversi Paesi hanno saputo provvedere con proprietà e autorità in accordo tra loro. Perché dovremmo aver paura? Siamo a un passo dal saper gestire quanto è temuto forse più del reale».

Oggi a Shanghai, ma anche in altre città cinesi, la paura sta lasciando lo spazio alla voglia di ripartire e anche l’Italia, tra i Paesi finora più colpiti dal Covid-19, vuole rialzare la testa: «Non molto tempo fa, nel 2008, c’è stata una crisi economica piuttosto severa, e nessuno sapeva come sarebbe finita – prosegue Cucinelli -. Ma quanto accade oggi non ha nulla in comune con quella crisi, perché fino a un mese fa l’economia mondiale andava bene, e perché quella crisi fu strutturale, mentre quella di oggi è congiunturale».

Una forte scossa che, lo ricordiamo, nei giorni scorsi ha messo k.o. Piazza Affari, con i titoli del lusso e del made in Italy in picchiata, penalizzati da minori introiti sui mercati asiatici e da una netta e repentina flessione delle vendite a livello domestico a causa della contrazione degli afflussi turistici.

Un conto salato pagato anche da Cucinelli: nell’ultimo mese il titolo, che a gennaio era volato, ha perso il 16,10% (-12,6% se si considera l’ultimo anno).

«Forse quello che sta accadendo può destabilizzare un po’, ma è solo temporaneo – conclude Brunello Cucinelli -. Basterà il tempo, un tempo breve, a ricucire l’incertezza, e vedremo di nuovo le frontiere aperte, le mani stringersi, vedremo i sorrisi; riprenderemo spontaneamente quell’uniformità di pensiero che porta alla tranquillità, sospinti verso l’armonia del Creato, per un futuro radioso che ci attende».

a.t.
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