DOPO L'AVVIO DELLA FABBRICA VUITTON IN TEXAS

Nicolas Ghesquière prende le distanze da Donald Trump

Con un post su Instagram Nicolas Ghesquière prende posizione e si dissocia dalla grande enfasi mediatica suscitata dall’inaugurazione della nuova manifattura Louis Vuitton in Texas, che ha visto la partecipazione di Donald Trump.

Tre giorni dopo il taglio del nastro del Louis Vuitton Rochambeau Ranch, un polo produttivo che occupa una superficie di circa 100 ettari, lo stilista ha voluto pubblicamente negare qualsiasi assimilazione con il presidente degli Stati Uniti: «Sono contrario a ogni azione politica. Sono un fashion designer e rifiuto questa associazione», aggiungendo gli hashtag #trumpisajoke e #homophobia e rimarcando la sua distanza dall’amministrazione Trump, soprattutto nel momento in cui sta cercando di abrogare leggi e regolamenti che impediscono la discriminazione nei confronti dei transgender sul posto di lavoro.

Nessun commento per il momento è venuto da Lvmh. Né il gruppo francese, né il marchio Louis Vuitton hanno pubblicato alcuna immagine dell’evento sui loro account Instagram e anche Bernard Arnault, numero uno di Lvmh, in occasione del discorso inaugurale aveva voluto sganciare il business dalla politica: «Siamo onorati di avere il presidente degli Stati Uniti come ospite – aveva detto -. Non sono qui per giudicare nessun tipo di scelta politica ma per lavorare con il mio marchio, con l'obiettivo di creare 1.000 posti di lavoro. È questo che conta».

Nicolas Ghesquière, direttore creativo delle collezioni femminili di Louis Vuitton dal 2013, è solo l'ultimo di stilisti che si sono dissociati dalla politica del presidente americano: prima di lui hanno preso posizione Marc Jacobs, Tom Ford e Phillip Lim.

a.t.
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