nuova sfida dopo Balmain

Diesel affida a Massimo Piombini il ruolo di ceo

Dopo l'uscita da Balmain, Massimo Piombini torna in Italia e precisamente in Veneto, dove è stato nominato ceo di Diesel. L'executive, che riporterà a Ubaldo Minelli, sarà operativo a partire dal prossimo febbraio. Renzo Rosso, fondatore del brand, punta sull'executive per dare slancio alla strategia di riposizionamento del brand.

 

Negli ultimi tre anni Piombini è stato alla guida della maison Balmain, dove insieme al direttore creativo Olivier Rousteing ha lavorato all'ampliamento del network di negozi e dell'offerta, puntando sugli accessori e sulle colab.

 

Prima di Balmain, Piombini è stato per dieci anni direttore commerciale di Valentino e prima ancora ha lavorato per realtà del lusso come Bally, Bulgari e Gucci. Prende il posto di Marco Agnolin, che ha lasciato la poltronda di ceo di Diesel lo scorso marzo, dopo poco più di un anno.

 

«Diesel è un marchio icona che ha cambiato l’industria con il suo approccio lifestyle, un prodotto pioneristico e una comunicazione rivoluzionaria - è il commento di Renzo Rosso, fondatore di Diesel -. Un’azienda che abbiamo recentemente riportato alle sue radici, decisione che sta già generando risultati molto positivi. Auguro a Massimo di immettere nuova energia in questo motore e portarlo dove merita di essere».

 

In questo momento il brand è al centro di un processo di riposizionamento che ha comportato anche decisioni drastiche, tra cui un processo di ristrutturazione negli Stati Uniti che ha portato nel 2018 alla la richiesta volontaria di ristrutturazione in continuità di impresa.

 

Nel 2019 il brand è passato al contrattacco siglando numerose collaborazioni con realtà come CocaCola, Netflix, Alipnestar, Playstation, oltre al progetto Diesel Red Tag e a molte iniziative speciali mirate agli Stati Uniti e alla Cina.

 

In un'intervista pubblicata di recente sul nostro sito, Renzo Rosso aveva dichiarato: «Dopo due anni di ristrutturazione, Diesel sta cominciando a performare e a registrare numeri con il segno verde. Non dimentichiamo che Diesel è il nostro faro, oltre che l'azienda più grande che abbiamo, da cui dipende il 60% del fatturato della holding: abbiamo lavorato sodo sulla freschezza, la modernità e la braveness, che peraltro rappresenta il dna del marchio».

 

 

Con headquarter a Breganze, in provincia di Vicenza, Diesel ha 5mila dipendenti e uffici nelle più importanti città del mondo, con una distribuzione omnichannel che copre oltre 100 nazioni, per un totale di 700 negozi monomarca.

 

L'universo del brand si completa grazie ad accordi di licenza con i principali leader di settore nelle categorie moda e lifestyle (fragranze, orologeria e gioielleria, occhialeria, e tutto il mondo casa, mobili, luci, cucine e bagni, stoviglie, pavimenti in legno, piastrelle in ceramica e tessuti per la casa).

 

Il marchio fa capo al gruppo Otb, che riunisce oltre a Diesel brand come Maison Margiela, Marni, Viktor&Rolf, Amiri e aziende come Brave Kid e Staff International, con un fatturato consolidato di oltre 1,4 miliardi di euro nel 2018.
c.me.
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