DOPO L’USCITA DI IAN ROGERS

Lvmh crea il ruolo di chief omnichannel officer e promuove Michael David e Franck Le Moal

Con l’uscita di Ian Rogers, digital chief officer di Lvmh negli ultimi cinque anni, il gruppo del lusso francese riorganizza la squadra impegnata sui progetti digitali e apre un nuovo capitolo, che sarà guidato questa volta da un chief omnichannel officer.

Il ruolo, creato ex novo, è affidato a Michael David, attuale vice president, client development e digital di Louis Vuitton, che inizierà il suo mandato il prossimo 20 gennaio.

Ad affiancarlo ci sarà Franck Le Moal in qualità di direttore IT del gruppo - carica assunta dall’ottobre 2019, dopo quasi 20 anni come chief information officer – ma anche con l’incarico di supervisionare il team delle partnership digitali.

Loro il compito di portare avanti il lavoro iniziato nel 2015 da Ian Rogers, che ha lasciato la holding per diventare chief experience officer di Ledger, tech company parigina specializzata negli hardware wallet.

«Siamo molto grati a Ian per il suo contributo e non vediamo l'ora di continuare a lavorare con lui nel suo ruolo di consulente e in occasione della presentazione degli Lvmh Innovation Awards. Ian ci ha aiutato a integrare il digitale più profondamente nelle nostre organizzazioni, con una sensibilità vicina ai codici del lusso», ha dichiarato Bernard Arnault, presidente e ceo di Lvmh.

Durante la sua permanenza da Lvmh, Rogers ha guidato il cammino digitale della conglomerata francese e supervisionato la creazione, nel 2017, del portale e-commerce del gruppo, 24 Sèvres, ribattezzato successivamente 24S.

Secondo alcuni osservatori, la scossa negli organigrammi aziendali sarebbe l’effetto di performance sotto le aspettative di questo progetto digitale, anche se in un’intervista il ceo di Lvmh, Toni Belloni, ha lodato l’operato dell’imprenditore californiano: «È stato bravissimo nel diffondere il “vangelo” digitale tra le persone e i nostri leader, la maggior parte di loro non nativi digitali, e ha anche attratto grandi talenti nel gruppo», ha dichiarato, ringraziando Rogers per aver costruito una rete di relazioni con giganti della tecnologia come Google, Tencent e Salesforce, insieme a start-up come il forum VivaTech a Parigi.

Con la creazione del ruolo di chief omnichannel officer il focus di Lvmh, come ha evidenziato Belloni, sposa in toto un approccio multicanale e fa leva sulla forza dei dati  e dell’intelligenza artificiale, in direzione di un servizio ancora più efficiente e personalizzato.

Un impegno sostenuto da una corazzata che oggi conta circa 50 persone attive nella divisione digital a livello di gruppo, altre 50 impegnate nelle infrastrutture “tecniche” e circa 600 nei singoli marchi, che però continueranno a operare in autonomia.

L'obiettivo è «assicurarci di portare il livello di desiderabilità e differenziazione delle nostre maison nel mondo virtuale allo stesso livello di quello che abbiamo costruito per decenni e decenni nel mondo fisico», ha rimarcato il ceo, evidenziando che l’e-commerce rappresenta oggi il 15% dei ricavi del gruppo, con la divisione profumi e cosmetici oltre il 20%.

Intanto la holding del lusso sta movimentando altre pedine all’interno del gruppo: Chris de Lapuente, dal 2011 anche ceo di Sephora, è stato nominato presidente e ceo della divisione Selective Retailing di Lvmh, mentre novità ci sono anche a livello di stile in uno dei brand più profittevoli della luxury company, come Louis Vuitton. Virgil Abloh, direttore creativo del menswear, avrà come braccio destro per la pelletteria Darren Spaziani, che amplia i suoi compiti, prima focalizzati solo sulla donna, anche sul côté maschile (nella foto, la Spring-Summer 2021 di Louis Vuitton).

a.t.
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