DOPO SOLI 16 MESI

J.Crew: fuori il ceo Jim Brett per divergenze sulle strategie di rilancio

Jim Brett non è più il ceo di J.Crew. Il retailer Usa ha annunciato l'uscita di scena del manager dopo soli 16 mesi dal suo insediamento. La decisione sarebbe stata presa di «mutuo accordo», anche se fonti vicino al gruppo parlano più che altro di una estromissione.

Alla base della rottura ci sarebbero divergenze profonde sulle strategie di rilancio dell'insegna, da circa tre anni in sofferenza e alla ricerca di una ridefinizione dei propri asset.

«Riportare J.Crew al suo status iconico ha richesto di reinventare il marchio, per riflettere l'America di oggi con un un concetto di moda più ampio e più inclusivo - ha dichiarato in una nota Brett, precedentemente ai vertici di West Elm -. Tuttavia, nonostante il recente rilancio abbia dato risultati positivi, il cda ed io non siamo stati in grado di far convergere le nostre convinzioni su come continuare a fare evolvere l'azienda».

In attesa che la società americana trovi un altro ceo, le mansioni di Brett saranno divise tra quattro executive: Michael Nicholson, presidente e coo, Adam Brotman, presidente e chief experience officer, Lynda Markoe, chief administration officer, e Libby Wadle, al vertice di Madewell (altra insegna del gruppo).

«La passione e l'esperienza di Jim hanno portato nuova energia a J.Crew e migliorato la nostra capacità di relazionarci con una vasta gamma di consumatori - ha scritto nel comunicato il cda -. Lo ringraziamo per il duro lavoro e il suo contributo nel portare l'azienda ad avere successo nel lungo termine».

a.t.
stats