taglio del wholesale e digital in primo piano

Patrizio Bertelli (Prada): «La fedeltà alle nostre strategie ci premierà nell'era post-Covid»

Il ciclone Covid-19 ha interrotto una fase di crescita e di grandi progressi per Prada, ma il ceo Patrizio Bertelli prosegue lungo il percorso già tracciato: tagliare il wholesale nel nome dell'esclusività, sostenere le vendite a prezzo pieno, investire sulle piattaforme digitali e restare fedeli alla qualità e alla creatività, con un'attenzione crescente alla sostenibilità. 

Lo racconta in un'intervista esclusiva pubblicata oggi, 2 luglio, su wwd.com, dove fa il punto della situazione, dopo un 2019 di progressi, in cui il fatturato è cresciuto del 2,7%, a quota 3,22 miliardi di euro.

Nell'articolo Bertelli esprime anche il suo punto di vista sui calendari delle sfilate: «Nel 2015 avevo proposto di anticipare le passerelle femminili a luglio, un mese dopo l'abbigliamento maschile, per poter consegnare le collezioni nel gennaio successivo, ma la mia proposta non era stata presa in considerazione, perché i tempi tra le due kermesse sembravano troppo stretti».

Ma ora l'emergenza Covid-19 sta costringendo il sistema a ripensare logiche e strategie: «Spero che le Camere della Moda dei vari Paesi, insieme ad altre istituzioni, trovino un accordo per ottimizzare la presenza di modelli, buyer e giornalisti». Di una cosa però è certo: «Presentare le collezioni in season, quando i prodotti sono in negozio, non ha senso».

Nell'imminente Prada ha scelto di partecipare alla Milano Digital Fashion Week, dove avrà uno slot alle 14 del giorno 14. Per quanto riguarda l'edizione di settembre, invece, la casa di moda sta valutando il format, che al momento è «sicuramente interessante ma ancora estremamente fluido».  

In questo momento Prada punta sempre più sull'esclusività, con una strategia delineata già prima del diffondersi della pandemia: «La nostra visione a lungo termine non è cambiata. Rimaniamo convinti della decisione di dire basta agli sconti e di tagliare il canale wholesale, concentrandoci sullo sviluppo della nostra rete di vendita diretta e sull'e-commerce. Il nuovo scenario, con il deterioramento della solvibilità di molte realtà, ha accelerato questo processo».

Uno scenario in cui, spiega, si è reso necessario anche ritoccare al rialzo i listini, a causa delle complessità logistiche e manifatturiere, per recuperare l'aumento dei costi organizzativi e di quelli delle materie prime. «In ogni caso, si tratta di aumenti single digit», precisa. 

Intanto dalla Cina arrivano segnali importanti: «La situazione sanitaria in quei Paesi si è normalizzata e assistiamo a un rapido e sostenuto ritorno ai consumi. In tutta l'area le vendite stanno crescendo a tassi importanti - a doppia cifra - e siamo fiduciosi che questa tendenza possa continuare anche nei prossimi mesi».

Non si può dire altrettanto, invece del mercato americano, dove l'emergenza sanitaria è ancora in corso. Molti dei negozi Prada gestiti direttamente sono ancora chiusi e alcuni grandi department store attraversano difficoltà finanziarie. 

Ma Bertelli spezza una lancia in favore di questi ultimi: «I department store rimangono un importante punto di riferimento per il consumatore americano e come gruppo continuiamo ad avere una presenza diretta rilevante nelle principali location. Il mio consiglio è di puntare su strategie di prezzo meno promozionali e più in linea con l'esclusività della loro offerta».

Tra i focus del gruppo in questo momento c'è il digital. Nei mesi del lockdown l'e-commerce ha avuto un'impennata significativa, con una crescita a tre cifre. «Sicuramente - sottolinea il ceo - il Covid-19 ha contribuito a cambiare le abitudini dei consumatori in quella direzione, ma eravamo pronti per questo grazie a un piano molto deciso ed efficace volto allo sviluppo delle piattaforme, che abbiamo implementato in oltre due anni con l'obiettivo di garantire un'offerta e un'esperienza di acquisto sempre più allettante e in linea con le aspettative del mercato».

Organizzazione, dinamismo, velocità di risposta sono le parole chiave, anche sul fronte produttivo. Gli impianti del gruppo, ha raccontato Bertelli, sono operativi dalla fine di aprile, dopo una chiusura di circa cinque settimane a causa del lockdown. Un riavvio avvenuto applicando le più scrupolose precauzioni per salvaguardare la salute dei lavoratori. 

«Questo ci ha permesso di ricominciare rapidamente - continua Bertelli - e insieme al controllo diretto della nostra catena di approvvigionamento ha consentito al gruppo di consegnare i nuovi prodotti nei negozi in modo tempestivo e di gestire lo stock senza eccesso di inventario. I nostri stabilimenti e quelli di partner e fornitori sono in piena attività e quindi nei prossimi mesi non vedo il rischio di una riduzione del volume dei prodotti».

Bertelli dice la sua anche a proposito della sostenibilità, un aspetto che in alcun modo è antitetico rispetto alla creatività: «Ideare prodotti pensando alla sostenibilità può stimolare la ricerca di inedite soluzioni, la ricerca di nuovi materiali può portare a nuove tecniche e tecnologie sostenibili».

«Penso al nostro progetto Re-Nylon - conclude -. L'introduzione di Econyl nelle nostre collezioni, un filato di nylon ottenuto rigenerando rifiuti di plastica che possono essere riciclati all'infinito, è un esempio di come innovazione e nuovi prodotti possano essere ecosostenibili».

c.me.
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