gli ascolti della trasmissione si impennano

Patuanelli colpito e affondato: a "Quarta Repubblica" è ancora Renzo Rosso show

Renzo Rosso senza peli sulla lingua ieri sera durante Quarta Repubblica su Rete4. Dopo che il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli ha illustrato i fondamentali della Fase 2, il patron di Otb ha preso la parola a nome proprio, degli imprenditori e anche delle Pmi.

Un intervento che ha scatenato i social con effetto immediato e fatto impennare lo share, mediamente intorno al 7-7,5% ma stavolta al 9,5%, per un totale di oltre 2 milioni di spettatori contro i soliti 1,6 milioni. Meglio del competitor Report su Rai3

Ma con quali parole Rosso ha tenuto la gente incollata allo schermo e zittito Patuanelli? «Siamo uno dei gruppi leader in Italia e dialoghiamo con le banche più importanti, ma nessuna di queste sa niente sui finanziamenti per le imprese. Voi - ha tuonato - non sapete fare economia. Non sapete gestire, la vostra industria si chiama cinematografica».

«7mila famiglie dipendono da me e sono molto preoccupato - ha proseguito -. Dobbiamo ripartire: ho 700 dipendenti in Cina e durante il Capodanno cinese hanno chiuso una settimana e poi tutte le aziende, gli uffici, sono stati aperti e così i negozi. I signori dell'esecutivo sono dei veri fenomeni e Conte, uno che riesce a dire che gli altri Paesi lo ammirano quando fanno esattamente l'opposto, è un fenomeno pure lui, da studiare. C'è troppa gente che parla e nessuno che decide. E i virologi, hanno troppo potere e li paghiamo noi».

Poi ha ammorbidito i toni, ma senza mollare la presa: «Questo è un messaggio molto bello per lei, ministro, e per il Governo. Abbiamo una filiera di piccoli artigiani che si tramanda l'attività di padre in figlio, facciamo le cose più belle e le aziende del lusso l'80% dei loro capi lo producono da noi. Mini-strutture in possesso di un know how che non esiste in nessuna parte del mondo: se non le finanziamo chiuderanno a vita e allora bye bye made in Italy».

«Avete in mano una possibilità enorme - ha concluso -. Se riportate a casa la filiera e le date soldi a fondo perduto, saremo in grado di ricostruire qualcosa che nessuno al mondo ha. Bisogna anche non tassare queste realtà, per cinque-sei anni. Solo così si può creare ricchezza e manodopera».

Non è la prima volta che l'imprenditore veneto, a capo di un colosso da oltre 1,5 miliardi di euro di ricavi, prende la parola nelle ultime settimane, con una forza comunicativa trascinante.

Per esempio, durante la trasmissione Circo Massimo di Radio Capital non ha esitato ad associare i ministri a un gruppo di giocolieri, affermando che un'economia ferma fa peggio del coronavirus.

Un concetto ribadito sul Corriere della Sera, quando ha affermato che restare immobili può portare a una conseguenza irreparabile, la perdita della filiera.

a.b.
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