E SUI SOCIAL CI METTE LA FACCIA CON LA CAMPAGNA "SAFE IS BETTER"

Alberto Bresci lancia Hydrogen Future Lab e sposa la tesi dello slowdown

Padovano, fondatore del marchio lifestyle Hydrogen, Alberto Bresci si unisce al coro degli stilisti italiani che credono nella necessità di un rallentamento dei ritmi e delle uscite, grazie a collezioni senza stagionalità e capaci di durare nel tempo.

Insieme a Carvico, partner per i tessuti, ha appena lanciato un nuovo progetto, Hydrogen Future Lab, una serie di capi di abbigliamento maschile totalmente made in Italy ed ecosostenibili, in modo da «recuperare il 36% dell'acqua usata nei processi produttivi – spiega l'imprenditore - ridurre le emissioni di Co2 e riciclare il 95% dei rifiuti prodotti».

Una scelta fatta in un momento cruciale, in cui la moda sta facendo i conti con le perdite da lockdown e le aziende si interrogano su come impostare il business nel post Covid, consapevoli che niente sarà più come prima: «Bisogna reinventarsi. Chi non è pronto a modificare i propri processi sarà fuori dai giochi – dice Bresci -. Il lavoro dovrà essere più snello e rapido all'interno delle aziende. Questo momento va colto come un'opportunità per ripristinare alcune modalità che si sono troppo burocratizzate».

Rapidità non vuol dire però velocità nel modello produttivo: «In questi anni – osserva - il mercato del prêt-à-porter si è saturato perché i brand hanno presentato troppe collezioni, con un lasso di tempo eccessivamente breve fra l'una e l'altra e con un prodotto stagionale che inseguiva più le mode del momento che il proprio Dna. Risultato? C'è stata una massificazione e un'esplosione di offerta, che non ha fatto altro che ritorcersi contro il sistema. Non si può pensare come un pronto moda o come i colossi del fast fashion. Loro fanno prodotti seasonal e ci sta, gli altri devono restare coerenti con la mission del proprio marchio».

Meno quantità e più qualità. Questo dunque il mantra per il futuro di Alberto Bresci, che snocciola tre asset per ripartire, validi a suo parere non solo per Hydrogen, ma in generale per il comparto produttivo del nostro Paese: «In primis l'identità di brand, quindi prodotto ben chiaro, preciso e riconoscibile, poi l'italianità, perché è fondamentale percepire il made in Italy del design e della produzione e, infine, la qualità dei prodotti, della materia prima, della manifattura, della cura del dettaglio».

Durante la cesura forzata dello shopping fisico il marchio di sportswear lanciato dall'imprenditore 17 anni fa ha continuato a mantenere il dialogo con i consumatori grazie ai social e all'e-commerce, dimostrando la bontà delle strategie intraprese circa quattro-cinque anni fa, quando Hydrogen è sbarcato nel segmento delle vendite online con una piattaforma sviluppata, e recentemente rinnovata, insieme a Filoblu.

«In questi giorni – spiega Bresci - ho avuto modo di appurare che questo investimento su risorse umane e infrastrutture tecnologiche è stata una scelta vincente, che ha permesso di registrare sull'e-store, anche nel mese di aprile, ottimi risultati. Una "potenza di fuoco" globale che abbiamo sfruttato al meglio, tanto che oggi il digitale incide per il 10-12% sul fatturato totale, con tassi di crescita annuali del 100% nell'ultimo triennio, e che vorremmo sfruttare ancora di più».

Intanto proprio sui social è attiva una campagna di sensibilizzazione, dove Alberto Bresci ci mette la faccia (nella foto): «Riprendiamo – spiega - ma in modalità "safe".  La moda si colloca tra le eccellenze nel mondo e quella italiana è vista con ammirazione da sempre, come il nostro food & wine e le nostre bellezze turistiche. Tutto ciò che è made in Italy deve ripartire con slancio. Spero che questa situazione di emergenza abbia convinto l'opinione pubblica e tutti gli imprenditori del settore fashion sull'importanza di rivalorizzare la nostra italianità e tutto quello che è fatto in Italia».

a.t.
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