Fondo da 5 milioni per l’Amazzonia

Lvmh si impegna per la biodiversità al forum Unesco

Lvmh ha pronta una strategia d'attacco per sostenere la biodiversità. Ieri l'ha rivelata all’Unesco Biodiversity Forum dal titolo Il nostro pianeta, il nostro futuro, tenutosi online.

Il progetto del gruppo che controlla Louis Vuitton, illustrato da Antoine Arnault (capo della comunicazione e dell’immagine nel gruppo di famiglia), include la costruzione di una misura chiara e precisa dell'impronta sulla biodiversità, l’eliminazione e riduzione degli impatti sugli ecosistemi, la tutela del benessere degli animali e la rigenerazione degli ecosistemi.

In tal senso Lvmh si impegna ad aiutare a riabilitare 5 milioni di ettari di habitat per flora e fauna entro il 2030, in particolare attraverso l'agricoltura rigenerativa.

Per contrastare la deforestazione in Amazzonia è stato inoltre disposto un fondo di 5 milioni di euro in cinque anni, in collaborazione con Unesco Mab. I focus sono le origini della deforestazione e dell'inquinamento idrico nel bacino amazzonico, che investono otto riserve della biosfera fra Bolivia (Pilón-Lajas, Beni), Ecuador (Yasuní, Sumaco, Podocarpus-El Condor), Brasile (Amazzonia centrale) e Perù (Manu, Oaxapampa-Ashaninka-Yanesha).

«Il cambiamento climatico e l’erosione della biodiversità - nota l’Unesco - contribuiscono alla devastazione degli ecosistemi, degli habitat e del patrimonio culturale. Assistiamo da anni all’aumento degli incendi boschivi, alla distruzione delle mangrovie, all’incremento della temperatura dell’oceano, che porta allo sbiancamento dei coralli, nonché a fenomeni di siccità, carestie e migrazioni forzate, che causano importanti conseguenze sanitarie ed esasperano la povertà e le ineguaglianze, ostacolando la pace nel mondo».

Il 2021, secondo l’organizzazione dell’Onu per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, è un anno cruciale per la tutela della biodiversità, perché sono previsti importanti incontri internazionali, in cui verranno stabiliti i nuovi obiettivi e impegni per il prossimo decennio: non solo l’Unesco Biodiversity Forum, ma anche il World Conservation Congress a Marsiglia in settembre, il COP 15 a Kunming, in Cina e il COP 26 sul cambiamento climatico a Glasgow a novembre.

e.f.
stats