Francesco Trapani non entra nel board

Richemont: l’assemblea dei soci respinge le richieste di Bluebell Capital Partners

Alla recente assemblea degli azionisti di Richemont, il gruppo del lusso che controlla Buccellati, Cartier e Van Cleef & Arpels ha vinto il braccio di ferro con il socio Bluebell Capital Partners, che da mesi avanzava una serie di richieste, tra cui quella di far entrare nel cda Francesco Trapani: quest'ultimo è co-fondatore di Bluebell, con un passato al vertice di Bulgari e della divisione orologi e gioielli di Lvmh, nonché nel board di Tiffany e attuale presidente del Gruppo Florence.

La maggioranza dei soci ha votato contro le proposte di Bluebell, mentre ha approvato tutte le altre questioni all'ordine del giorno, compresa la rielezione di tutti i membri del consiglio di amministrazione che si sono presentati.

La dirigente uscente Wendy Luhabe è stata rieletta con l'83,97% dei voti, contro il 9,5% di Trapani. L'assemblea generale ha anche respinto l'idea di Bluebell di raddoppiare il numero minimo di membri del cda e di suddividerlo in parti uguali tra gli azionisti A e B.

Il presidente di Richemont, Johann Rupert, ha dichiarato: «Sono profondamente grato a tutti i nostri azionisti e desidero ringraziarli per il loro voto di fiducia nella leadership e nella governance della società».

«Il consiglio di amministrazione - ha aggiunto - può ora continuare a lavorare in modo collegiale, nell'interesse di tutti i soci. Rimaniamo concentrati sulla creazione di valore per gli azionisti, sostenendo le nostre maison nell'adattarsi all'evoluzione dei modelli di acquisto dei clienti, pur rimanendo fedeli al loro patrimonio».

In tal senso va letto l’accordo siglato in agosto per cedere il 47,5% del business delle vendite online in capo a Ynap a Farfetch. A Symphony Global, veicolo d’investimento di Mohamed Alabbar, a capo della società del real estate Emaar di Dubai, andrà invece il 3,2%.

«Il board - dicono dal gruppo elvetico - ritiene che l'attuale struttura di governance abbia sostenuto la performance di Richemont, consentendo al gruppo di avere una visione di lungo termine sulla creazione di valore sostenibile, senza essere condizionato da considerazioni a breve termine. Riconosciamo, tuttavia, che esistono delle riserve su alcuni aspetti della nostra governance, che continueremo ad affrontare».
e.f.
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