I funerali il 25 novembre nella chiesa della Passione a Milano

Beppe Modenese: addio al gentleman della moda

Indiscusso protagonista della moda degli ultimi 60 anni, Beppe Modenese si è spento nella notte del 21 novembre nella sua casa, a pochi passi da piazza San Babila a Milano. Grande organizzatore di eventi e, soprattutto, ambasciatore dello stile italiano in tutto il mondo, nel 1983 venne definito dal Women’s Daily, Italy Prime Minister of Fashion, ovvero Primo ministro della moda italiana

Lo stesso ruolo gli era stato attribuito un anno prima in un articolo di Adriana Mulassano, storica giornalista italiana di costume e società. Definizione che gli piacque molto, essendo consapevole del suo successo, anche se non si è mai vantato del ruolo avuto nella storia della moda italiana, quasi avesse fatto tutto per il gusto di farlo. 

Avrebbe compiuto 91 anni fra pochi giorni e da due anni, dopo la scomparsa del suo amato compagno, l’architetto Piero Pinto, si era ritirato dalla vita mondana milanese.

Oggi, 23 novembre, è stata aperta la camera ardente alla Casa del funerale San Siro in via Corelli; i funerali si terranno mercoledì 25 nella Basilica di Santa Maria della Passione in via Conservatorio.

Nato ad Alba il 26 novembre del 1929, Beppe Modenese esordisce nel mondo della moda cominciando a lavorare con l’imprenditore Giovanni Battista Giorgini, che lo vuole accanto a sé per organizzare sfilate ed eventi della moda italiana, il cui apice fu la storica sfilata presso la Sala Bianca di Palazzo Pitti nel 1952 con gli stilisti Roberto CapucciVincenzo FerdinandiEmilio PucciJole VenezianiCesare GuidiGiovannelli-SciarraGermana Marucelli, l’atelier Carosa e la Sartoria Vanna.

L’anno seguente partecipa alle iniziative del nascente Sindacato Italiano Alta Moda, fondato dagli stilisti romani tra cui le Sorelle FontanaEmilio SchubertVincenzo Ferdinandi Alberto Fabiani e che nel 1958 diverrà la Camera Nazionale della Moda Italiana, di cui poi fu presidente (e di cui tuttora ricopriva il ruolo di presidente onorario).

Beppe Modenese è sempre stato considerato un creativo in grado di andare fino in fondo, con stile e determinazione, e con un uso accorto del potere che via via accumulava: nella sua lunga carriera era stato PR e consulente di aziende e stilisti tra i più noti del settore, tra cui anche Coco Chanel, per cui ha curato una sfilata memorabile a Mosca. 

Uomo molto attento alla forma e all’eleganza, Modenese è stato un simbolo di talento e creatività: invitato dall’Associazione Industriali Abbigliamento, aveva collaborato alla creazione della manifestazione Modit, di cui si era occupato fino al 1990. 

Grazie al suo impegno il 3 ottobre 1979 era nato il Centro Sfilate che poi diventerà Milano Collezioni. Con lo Studio G.M. si era occupato dal 1987 al 2003 dell’ufficio stampa, le pubbliche relazioni e l’organizzazione di eventi della Camera Nazionale della Moda Italiana. Suo il merito del debutto di alcuni giovani stilisti italiani. Tra questi anche Domenico Dolce Stefano Gabbana, che nel 1985 vennero invitati a partecipare a Milano Collezioni.

Con il suo misto di volontà e di generosità, Modense ha saputo esprimere al meglio i valori della borghesia milanese, conservando sempre il legame con la provincia piemontese, il mito della madre, l’amore per la famiglia, la gioia di avere amici, la curiosità delle nuove conoscenze.

Nel 1985 ha ricevuto dal Presidente del Consiglio dei Ministri l’onorificenza di Cavaliere. Nella sua lunga carriera ha collezionato numerosi riconoscimenti tra cui nel 1994 l’Ambrogino d’Oro da Comune di Milano, nel 1999 la Rosa Camuna dalla Regione Lombardia e nel 2002, dalle mani di Franca Ciampi, la più prestigiosa onorificenza di Roma Capitale, la Lupa Capitolina.

a.c.
stats