TORSTEN HOCHSTETTER GLOBAL HEAD OF DESIGN

Fila: con il nuovo assetto vuole dare filo da torcere a Puma e Adidas

Spenti i riflettori sulla sfilata al Mayfield Depot di Manchester, dedicata alla colab con Haider Ackermann, Fila torna a far parlare di sé in seguito alla nomina del 55enne Torsten Hochstetter (nella foto) come global head of design, che a partire dalla FW 2023/2024 presiederà l'intera parte creativa di abbigliamento, calzature e accessori del marchio.

L'esperienza non gli manca: fino al 2021 Hochstetter ha rivestito per otto anni un ruolo analogo in Puma e in passato, oltre a un'esperienza come direttore artistico di O'Neill dal 2010 al 2013, ha militato per 15 anni nelle fila di Adidas, sempre in qualità di direttore artistico del performance sport e dello style sport per alcune linee, tra cui Adidas Originals, con un focus sui mercati tedesco, statunitense e giapponese. Tra i riconoscimenti ottenuti da Hochstetter spiccano l'Ispo Award e l'iF Design Award.

L'incarico arriva in una fase in cui l'active sportswear è in fermento. Da un lato Adidas cresce nel trimestre a quota 6,4 miliardi di euro (+11%, ma +4% a cambi costanti) e tuttavia rivede al ribasso l'outlook annuale, in seguito alla fine dell'intesa con Kanye West per il marchio Adidas Yeezy. Arruola inoltre Bjørn Gulden al posto di Kasper Rorsted come ceo, sottraendolo al competitor Puma.

Sempre a livello trimestrale, quest'ultimo annuncia i ricavi «migliori di sempre», oltre i 2,5 miliardi di euro (+16,9%), ma avendo perso il timoniere Gulden è alla ricerca di qualcuno che sia alla sua altezza.

Mentre si infiamma la storica rivalità tra i due giganti del settore, Fila è al lavoro per il suo piano quinquennale Winning Together, annunciato lo scorso febbraio, i cui pilastri sono il Futura Innovation Team e il Design Team, supervisionati dallo strategic marketing director Luca Bertolino

Il Futura Innovation Team, focalizzato su tecnologia e sostenibilità, vede come figura chiave Mikal Peveto, che già aveva militato in Puma nella prima parte degli anni Duemila, per poi collaborare con Nike e Adidas, per il quale aveva messo a punto la tecnologia per la gamma Adidas Boost. Il suo impegno più recente è stato con Blumaka, azienda americana di footwear sostenibile.

Quanto al Design Team, può contare su David Bond, determinante in Nike per il successo delle proposte Jordan, oltre a essere l'artefice dei prodotti Curry di Under Armour. Al suo fianco, tra gli altri, Mark Eggert, responsabile della divisione Footwear del Design Team, in Fila da 17 anni e tenuto in grande considerazione, grazie alla reinterpretazione di un classico del marchio, la sneaker Disruptor 2, e alla creazione di modelli come Speedserve e Axilus 2 per il tennis. Abbigliamento e accessori sono affidati a Paola Loglisci, che già nel 2008 aveva lavorato per la società.

Keun-Chang Yoon, ceo e presidente di Fila Holdings, ha ribadito in un suo recente intervento che Fila è in piena riorganizzazione, puntando appunto su innovazione, sostenibilità e un appeal globale che si innestano su un heritage che affonda le radici nel 1911 a Biella.

Nei tre mesi archiviati il 30 settembre Fila Holdings, con quartier generale in Corea del Sud, ha registrato un fatturato di 774 milioni di euro (+16,4% ma +2,6% currency neutral). Il marchio Fila si è attestato a 325 milioni di euro (+1,4% ma -5,7% currency neutral, anche in seguito a un -20,4% negli Stati Uniti), con un utile netto in discesa di quasi il 55%. Al contrario, l’utile netto di Fila Holdings ha messo a segno un +23,6%.

Migliora l’outlook della holding sul fatturato annuale: dal range -2%/+2% inizialmente preventivato si passa al +5%/+10%.







a.b.
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