il co-fondatore ha racimolato il 51,15%

Superdry: per un pugno di voti Julian Dunkerton torna nel cda

Voleva rientrare nel board e ce l'ha fatta: Julian Dunkerton (nella foto), co-fondatore con James Holder del fashion brand inglese Superdry e maggiore azionista con il 19%, ha centrato il suo obiettivo, ottenendo il 51,15% di voti da parte degli azionisti, 1,15% in più della percentuale minima per farcela. Eletto nel board anche Peter Williams, veterano del retail.

Sconfitto Peter Bamford, l'attuale chairman, che insieme al ceo Euan Sutherland si opponeva al ritorno di Dunkerton. «Se questa ipotesi diventasse realtà - aveva affermato - la conseguenza sarebbero dimissioni in massa ai vertici». Peraltro, Bamford aveva già preannunciato l'intenzione di fare un passo indietro entro la fine di quest'anno.

Dunkerton aveva lasciato l'azienda nel marzo 2018, in pieno disaccordo con il management sulle strategie da adottare per risollevare le sorti del marchio, un tempo campione di vendite, il cui prezzo per azione è scivolato da 20 sterline a inizio 2018 alle attuali 5-6 sterline.

Mentre il co-fondatore puntava a valorizzarne il dna e a potenziare l'offerta il più ampia possibile, Bamford era convinto che bisognasse invece investire in nuovi settori, come il childrenswear, ridurre il campionario, sacrificando anche capi iconici e rafforzare il digitale. 
Per sostenere la sua battaglia Dunkerton ha persino aperto un sito, savesuperdry.com.

a.b.
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