IL LANIFICIO BIELLESE ALZA L'ASTICELLA GREEN

Primo Rapporto di Sostenibilità per Botto Giuseppe

Botto Giuseppe e Figli pubblica il primo rapporto di sostenibilità. In occasione della giornata della terra, il lanificio biellese ha presentato un documento che attesta i valori etici e di trasparenza tramandati dal 1876, anno di fondazione: «Un’azienda certificata RWS – sottolinea una nota - che adotta sistemi di produzione tracciabili, sostenibili e certificati Cradle to CradleTM».

«Negli ultimi anni Botto Giuseppe e Figli Spa ha concentrato ogni sforzo nella ricerca e nello sviluppo sostenibile in ogni ambito: prodotto, investimenti, politiche etiche sociali e ambientali – commenta l’a.d. Silvio Botto Poala -. Investendo ingenti risorse in energie rinnovabili e attraverso il risparmio energetico abbiamo migliorato le nostre performance ambientali. Abbiamo realizzato importanti collezioni con materie prime naturali, biodegradabili, tracciabili e lavorate con processi produttivi sostenibili».

«Oggi – prosegue - siamo continuamente alla ricerca di investimenti e innovazioni che ci permettano di ridurre l'impatto delle nostre produzioni sull'ambiente, cercando di fare al meglio la nostra parte sulla riduzione dei gas serra e del cambiamento climatico».

Qualche esempio: con l’energia che proviene al 100% da fonti rinnovabili tutti i prodotti filati, tessuti e jersey sono realizzati lungo la filiera completamente verticalizzata nei due stabilimenti di Vallemosso (Bi) e Tarcento (Ud).

Grazie alle ricerca costante di fattorie nel mondo che attuano alti criteri di trasparenza e tracciabilità, con attenzione al benessere animale e gestione del territorio, la materia prima è lavorata negli stabilimenti ad alta efficienza energetica e basso impatto ambientale.

Il 90% dell’energia utilizzata negli stabilimenti deriva da fonti rinnovabili, raggiungendo il 100% con la cogenerazione ad alta efficienza.

Sul lato gestione rifiuti, uno degli obiettivi del lanificio biellese è azzerare il valore dei rifiuti inviati a smaltimento. «Nel 2020 – spiegano i vertici - lo smaltimento è sceso ulteriormente del 2% rispetto al 2019, poiché si è riusciti ad aumentare la quantità di rifiuti inviati a recupero al 79%».

Anche il consumo della risorsa idrica nel 2020 è diminuito del 25%, mentre il recupero e riutilizzo di acqua proveniente dai cicli di raffreddamento tintoriali è del 12,5%.

a.t.
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